Sicurezza
«Ponte senza collaudo, la colpa non è nostra»
De Santi sulle polemiche sull’opera incompiuta: «L’ordinanza è un atto dovuto» Ma l’associazione Amici di Bagnaia: il Comune metta in sicurezza la staccionata
RIO NELL’ELBA. «Se con il ponte di Bagnaia siamo finiti su Scherzi a parte la colpa non è certo di questa amministrazione comunale». Claudio De Santi, sindaco di Rio nell’Elba, ci tiene a fare alcune precisazioni circa l’ordinanza di chiusura del ponte pedonale, per la mancanza del collaudo, nonostante gli ultimi lavori si sono completati ben sei anni fa.
Nella mattina di martedì 25 il Comune di Rio nell’Elba ha provveduto a chiudere il ponticello che collega la piazza di Bagnaia con la zona compresa nel territorio comunale di Rio nell’Elba, suscitando le proteste degli esercenti. A distanza di poche ore, tuttavia, il nastro rosso e bianco è stato strappato e i turisti sono tornati a percorrere il ponticello come se nulla fosse. «L’ordinanza – chiarisce il sindaco di Rio nell’Elba De Santi – non l’ho firmata io ma il responsabile dell’ufficio tecnico. Si è trattato di un atto dovuto, dopo che il Comune ha appreso, mentre si stavano consultando alcuni atti necessari ad un appalto, che non era mai stato fatto il collaudo. Deve essere chiaro come il collaudo, per un’opera come quella, deve essere completato ancor prima dell’apertura del ponte. Ciò non è accaduto e non posso accettare che la responsabilità sia attribuita alla mia amministrazione. Sono passate ben due amministrazioni comunali prima della nostra e nel 2013 era stato inviato al Comune, allora guidato da Alessi, un sollecito a completare il collaudo».
Il sindaco chiarisce inoltre come «il ponte è già transitabile, a rischio e pericolo di chi decide di percorrerlo, Nel giro di una quindicina di giorni avremo il collaudo».
Sul caso del ponte interviene anche l’associazione Amici di Bagnaia. «I bagnaiesi e i loro ospiti estivi hanno serenamente ricominciato a calcare le assi del ponticello qualche minuto dopo che i mezzi tecnici del comune riese, compiuto l'intervento interdittivo, avevano lasciato il territorio della frazione – scrivono – Comprensibile che il Comune prenda le sue precauzioni dopo il fattaccio della villeggiante caduta nel fosso a causa della staccionata marcia declinando ogni responsabilità anche per chi usa la passerella tuttora sprovvista della necessaria documentazione tecnico amministrativa. Altrettanto giusto sarebbe segnalare adeguatamente il pericolo di appoggiarsi a quella stessa staccionata che doveva fungere da protezione a chi percorre via della Valle». «Il punto vero e dolente è questo – aggiunge l’associazione – E' oramai evidente e indifferibile la necessità di portare a compimento l'opera di risanamento, se non altro, della parte a valle del fosso, cominciata nel 2009 con l'abbattimento del vecchio ponte carrabile (troppo basso) e la messa in opera del ponte pedonale. Chiediamo all'amministrazione riese di chiarire ai bagnaiesi quali saranno i tempi e le modalità dell'intervento».
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