Sicurezza
Vigile anti abusivi non fa la multa e salva un bimbo
Elba: ha fermato la venditrice in spiaggia fra i turisti. Poi ha visto che con lei c’era il piccolo, e stava male
MARINA DI CAMPO. Da vigilessa anti venditore ambulante ad angelo custode. Mariateresa Silvio, agente della polizia municipale di Marciana e Campo nell’Elba ha compiuto un passo breve, quasi senza rendersene conto. In una caldissima mattina d’estate ha trasformato una storia di ordinaria repressione in una favola a lieto fine, salvando un bambino di appena quindici mesi.
Siamo a Marina di Campo, su una delle spiagge più affollate dell’isola d’Elba. Quest’anno il Comune di Campo nell’Elba e le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli contro il commercio ambulante abusivo. Linea dura su tutta l’isola come mai in questi anni, per bloccare il via vai di venditori tra gli asciugamano e gli ombrelloni occupati dai turisti.
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La vigilessa è sulla spiaggia proprio per garantire il rispetto del regolamento del Comune, che vieta il commercio ambulante sugli arenili pubblici: sta compiendo un sopralluogo, vede un gruppetto di ragazze di nazionalità senegalese. Così entra in azione per allontanare dalla spiaggia una venditrice ambulante ma, nel giro di pochi secondi, si trova a dover soccorrere un bambino di un anno e tre mesi, febbricitante e in disidratazione, infagottato con dei teli sulle spalle dalla giovane senegalese, in una sorta di zaino.
«Mi sono trovata davanti a questa ragazza magra, molto bella – racconta la vigilessa di Capoliveri, ma in servizio per i comuni del versante occidentale dell’isola - le ho detto che non poteva restare in spiaggia, poi mi sono accorta che portava qualcosa sulle spalle».
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Il piccolo di appena quindici mesi, ha gli occhi chiusi, la testa reclinata all’indietro nascosta a fatica da un telo, sotto il sole cocente dell’estate. Fa fatica a muoversi. «Gli ho tastato il capo, era caldissimo - racconta Mariateresa – per questo ho chiesto se potevo prenderlo in braccio. Era disidrato, si vedeva che stava soffrendo. Era quasi privo di sensi. La mamma mi ha spiegato che la notte ha avuto la febbre alta e ha vomitato. Non ho perso tempo, ho chiamato la mia collega Emanuela e ho portato il bambino nell’ambulatorio della guardia medica. È stata una corsa».
In quel momento Mariateresa non è più una vigilessa di Marina di Campo, ma solo un madre preoccupata. Il bambino è in una fase avanzata di disidratazione, tanto che la guardia medica ne consiglia il trasferimento al pronto soccorso. «In realtà ci siamo rivolti a un medico fidato di Marina di Campo – racconta la vigilessa – il dottor De Fusco è stato gentilissimo, ha aperto il suo ambulatorio, ha visitato e si è preso cura del piccolo, segnando dei medicinali per la febbre e la disidratazione e una pomata per un brutto sfogo che aveva attaccato il visino». Nel frattempo il padre del bambino raggiunge la moglie. È lui a dire all’agente della polizia municipale di non avere soldi da spendere per le cure. «Sono andata io in farmacia – racconta la vigilessa di Marina di Campo – ma per pagare le medicine si è scatenata una vera gara di solidarietà che ha coinvolto tutto il corpo della polizia municipale di Campo nell’Elba e Marciana. Il bambino si è ripreso e nel giro di poco è tornato a sorridere. Ha un viso bellissimo e due occhioni stupendi».
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Sono passati diversi giorni dall’episodio, da allora Mariateresa Silvio non ha perso di vista la coppia di venditori ambulanti senegalesi e il loro piccolo. «Ho il numero di telefono della madre, ci sentiamo spesso. Ogni volta che la incontro le dico di stare alla larga dalle spiagge dove ci sono io – racconta la vigilessa – il regolamento è in vigore e a me spetta far rispettare le norme». Ma è chiaro che la storia di Mariateresa e del bambino senegalese va ben al di là delle regole, così come è su un altro piano rispetto ai pregiudizi e ai commenti beceri sul tema dell’immigrazione. «Questa storia mi ha insegnato molto, per prima cosa che siamo tutti umani – racconta Mariateresa – e invece mi rendo conto che non tolleriamo più niente. Io non ho fatto un gesto straordinario, ho solo aiutato una donna in difficoltà e soccorso il suo figlio di quindici mesi. Ma la gente non vuole capire. Ho postato su Facebook una foto di me che tengo in braccio il bambino, è stata commentata da tante persone. In tanti mi hanno coperto di insulti».
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