Il Tirreno

Picchiato da un passeggero senza biglietto

di Stefano Taglione
Picchiato da un passeggero senza biglietto

Capotreno preso a pugni sul regionale veloce 2337, l’aggressore poi è scappato prima di essere identificato

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CAMPIGLIA. Mancano pochi minuti alle 9. Il treno sta per fermarsi alla stazione di Campiglia. Il capotreno sa bene che la sorte non gli ha regalato un turno facile: il regionale veloce 2337 – il Pisa-Roma delle 7,45 – in passato è stato più volte segnalato come «pericoloso» sia dai dipendenti dell’azienda, sia dalle forze dell’ordine. Ma lui, da capotreno, deve fare il suo lavoro. Così inizia a controllare i biglietti. Siamo solo nella prima carrozza. «Il biglietto, per favore», chiede a un signore, probabilmente un venditore ambulante di origine africana salito a bordo qualche fermata prima. Dall’altra parte nessuna risposta. «Va bene – ribatte il capotreno, conscio di prestare servizio su un convoglio non semplice – venga con me alla porta. È pregato di scendere a Campiglia». Il giovane passeggero non protesta, non oppone resistenza. Si comporta così fino a pochi attimi prima di scendere. A quel punto Maurizio Iarnone – ferroviere 48enne, originario della Campania, ma residente a Bolgheri – si sente colpire da un pugno. È girato di spalle, viene preso su un braccio. Il capotreno si volta verso l’aggressore e prende un altro pugno in pieno volto, sulle labbra. E altri ancora, sulle braccia. Il treno si ferma. Iarnone, che fra l’altro pratica sport e non è un tipo mingherlino, scende e avverte le forze dell’ordine. A Campiglia, a quell’ora, l’ufficio della Polfer è chiuso, così non gli resta che telefonare ai carabinieri. L’aggressore – che ai poliziotti è stato descritto come un giovane di 25-30 anni, di nazionalità senegalese o nigeriana, con maglietta rossa e pantaloni scuri – si dà alla fuga. Non verrà identificato. Nel frattempo il capotreno – così riporta la denuncia – sulla banchina viene accerchiato da un gruppo di extracomunitari, probabilmente venditori ambulanti, i quali gli «consigliano» di non chiamare le forze dell’ordine, che in ogni caso arrivano poco dopo. È questo ciò che è accaduto ieri, nei pressi della stazione di Campiglia. L’ennesima aggressione ai danni di un dipendente delle Ferrovie. Su un treno che – da questo punto di vista – viene considerato incandescente, a causa della quantità di persone senza biglietto, «la maggior parte dei quali – fanno sapere alcuni ferrovieri – venditori ambulanti che si spostano per lavorare sulle spiagge della costa». Maurizio Iarnone aveva preso servizio a Pisa. Dopo essere stato malmenato ha comunque deciso di proseguire il viaggio fino a Grosseto, dove è stato sostituito da un collega. Sceso alla stazione maremmana si è rivolto al personale della Polfer, che ha chiamato un’ambulanza. Iarnone – che fisicamente sta bene, ma ieri pomeriggio era sotto choc – è stato visitato al pronto soccorso. I medici, a causa delle contusioni riscontrate al volto e sulle braccia, lo hanno giudicato guaribile in sei giorni. Di ritorno dall’ospedale, il capotreno è tornato alla stazione di Grosseto, dove portando con sé il referto ha denunciato l’accaduto alla polizia. «Sono schifato – ha detto ai cronisti – visto che quest’aggressione non me la sono andata certo a cercare, ma è accaduto tutto all’improvviso. Su quel convoglio noi ferrovieri rischiamo ogni giorno».

Le forze dell’ordine lo sanno. Conoscono bene il 2337, uno dei convogli caldi, ieri senza scorta. Lo sarà oggi: insieme al capotreno ci saranno gli agenti della Polfer e gli uomini della protezione aziendale di Ferrovie. Nel frattempo quanto accaduto sia a Campiglia che a Firenze ha provocato ondate di indignazione. «È necessario intervenire urgentemente – ha commentato il viceministro dei trasporti, il toscano Riccardo Nencini – prevedendo una maggiore vigilanza ed estendendo il sistema del controllo dei biglietti in stazione, prima di salire sul treno, già applicato nelle grandi città».

«Ci attendiamo che Trenitalia – ha aggiunto l’assessore regionale ai trasporti, Vincenzo Ceccarelli – attrezzi un sempre maggior numero di convogli con sistemi di videosorveglianza come quelli già disponibili sui nuovi mezzi». Il capogruppo di Forza Italia, Stefano Mugnai, si chiede invece «fino a quando si dovrà viaggiare su tratte e convogli notoriamente malsicuri senza che nessuno garantisca sicurezza a lavoratori e passeggeri». E mentre la Fit-Cisl della Toscana riconosce che «lavorare sui treni è sempre più pericoloso», il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, Giovanni Donzelli, chiede l’esercito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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