Il Tirreno

solidarietà

Tutti i migranti favorevoli ai lavori socialmente utili

Annalisa Mastellone
Un gruppo di migranti fra quelli ospitati a Campiglia stazione (foto PaBar)
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Un gruppo di migranti fra quelli ospitati a Campiglia stazione (foto PaBar)

Di Matteo (Homo Diogene): «Non vedono l’ora di impegnarsi per la comunità». Tre le attività individuate a Campiglia cura del verde, pulizia aiuole, piccola manutenzione

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CAMPIGLIA. I ragazzi non vedono l’ora di impegnarsi al servizio della comunità. Sarà un’occasione per loro di dire grazie». Anche a Campiglia l’amministrazione sta andando avanti per mettere a punto i lavori socialmente utili destinati ai migranti.

E in zona stazione, nel centro gestito dalla Homo Diogene, sono tutti pronti a partecipare alle attività che si stanno definendo: i 63 richiedenti asilo hanno infatti aderito in toto alla proposta sancita dal protocollo d’intesa tra prefettura e Comune. Ce lo ha anticipato con orgoglio la vicepresidente Angela Di Matteo, che in settimana incontrerà l’assessore al sociale Alberta Ticciati per fare il punto sulle iniziative da mettere in campo.

«Le consegnerò la lista dei ragazzi che hanno deciso di partecipare, e di ognuno sono elencati competenze ed esperienze – dice Di Matteo - Da tempo ho spiegato loro cosa sono i lavori socialmente utili e che potevano scegliere o meno di svolgerli, e sono contenta che tutti abbiano accettato. Sanno che sono gratuiti, ma hanno voglia di darsi da fare e ringraziare così il paese che li ha accolti. In più è un modo per farsi conoscere, incontrare la gente del posto, mettere in pratica l’italiano, insomma cominciare a integrarsi».

C’è chi nel Paese d’origine faceva il contadino, chi il muratore, quindi sapere in cosa si sentirebbero più idonei o competenti è utile, come aveva detto Ticciati, a inserirli in attività adatte. «Sono tre le tipologie di lavori individuate – spiega Di Matteo - Cura del verde pubblico, pulizia dai rifiuti di aiuole e parchi, interventi di piccola manutenzione come la sistemazione di arredi pubblici. Verranno formati dei gruppi che eseguiranno il da farsi sotto la supervisione della cooperativa sociale del lavoro».

«E anche, se ce ne fosse bisogno, con l’aiuto degli operai comunali» aggiunge l’assessore Ticciati, annunciando una riunione nei prossimi giorni con la cooperativa sociale del lavoro per ultimare i dettagli operativi del progetto. Tutto in vista della firma tra amministrazione e prefetto che sancirà l’avvio dei lavori socialmente utili per i migranti gestiti dalla Homo Diogene e dalla cooperativa Odissea. «Non abbiamo ancora la data in cui firmeremo – specifica Ticciati - Mercoledì 26 però siamo stati convocati in prefettura, insieme agli altri sindaci del territorio, quindi spero di avere qualche notizia in proposito e un’idea dei tempi che ci vorranno per procedere. Bisogna chiarire infatti quale sarà il soggetto che dovrà occuparsi di fare l’assicurazione contro gli infortuni per i ragazzi che parteciperanno ai lavori socialmente utili. Una volta capito, verrà avviata la procedura con l’Inail e saremo pronti, già dall’indomani. E’ questo il nodo da sciogliere, perché in un primo momento la Regione indicava il Comune come soggetto, e già avevamo definito la quota da mettere in bilancio per la copertura assicurativa, di cui poi avremmo fatto richiesta di rimborso alla Regione. Poi però una circolare successiva aveva stabilito che ad avviare le pratiche assicurative sarebbero state le associazioni (proponenti un progetto ad hoc, ndr). Infine più di recente, secondo nuove disposizioni, sembrerebbe che siano gli enti gestori dei progetti di accoglienza a doversi attivare con l’Inail. Quindi appena risolto ogni dubbio, avremo tempi più certi. L’intenzione – ribadisce Ticciati – è di partire coi lavori socialmente utili a settembre».
 

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