Il Tirreno

Lavori sul lungomare e a Cittadella

Lavori sul lungomare e a Cittadella

Si apriranno a settembre i cantieri per la messa in sicurezza dei due tratti di costa urbana ritenuti più a rischio

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PIOMBINO. Piano antifrane: con settembre si apriranno i cantieri per la messa in sicurezza di due zone considerate più a rischio: lungomare Marconi e piazza Manzoni.

Sono stati appena firmati i contratti. Nel caso del lungomare, il piano dei lavori pubblici 2015 prevede d’iniziare con il lotto che comprende il tratto tra l’hotel Esperia e largo Fattori. Il costo è di 1 milione e 268 mila euro, finanziati interamente dalla Regione.

Ottenuta l’autorizzazione paesaggistica, si è potuto procedere con la gara. Primo obiettivo, la messa in sicurezza della strada: via le transenne dal marciapiede, tutti i muretti ripristinati e, quindi, non più inavvicinabili come succede adesso. Esattamente come accade anche per gli spazi corredati da panchine dove non si può accedere da troppo tempo. «L’obiettivo - dicono in Comune - è arrivare a completare il percorso finalmente in sicurezza, a piedi o in bicicletta. Da anni, ormai, il lungomare è strozzato tra belvedere pericolanti, tante transenne e piante parecchio ingombranti. Tutto sempre a causa delle frane, contro le quali - però - finalmente è previsto un primo sostanziale intervento».

Il cantiere su piazza Manzoni, anch’esso dato per imminente dal Comune, costerà un milione e 130 mila euro.

Dovrebbe chiudersi nel giro di otto mesi e rappresenterà un significativo passo avanti da quando la piazza è sprofondata verso Marina, la notte del 28 novembre del 2008. Da allora, sono stati eseguiti solo lavori finalizzati alle operazioni di riqualificazioni vere e proprie che partiranno adesso.

Si tratta di due passi importanti mentre procede il monitoraggio della situazione della costa e sul rischio cedimenti.

L’area di Calamoresca non è considerata una priorità. Lo dicono gli studi del geologo Paolo Canuti, docente del dipartimento delle Scienze della terra dell'università di Firenze.

Resta il fatto che la giunta ha deliberato l’acquisto di strumentazioni che verificheranno il cedimento del terreno, da inserire nelle crepe lungo la falesia. Dopo i primi mesi, la lettura dei dati fornirà informazioni utili.

All’assessorato ai Lavori pubblici sanno bene che tutta la costa urbana è problematica e il terreno è cedevole. Lo dicono la storia della città, i piombinesi più anziani e, soprattutto, lo evidenziano gli studi a corredo del piano della costa del 2005 e i successivi approfondimenti del 2008. Le ricerche rilevarono realtà di alta e media pericolosità. Calamoresca non rientra tra le più gravi. Il quadro, comunque, sarà più chiaro tra qualche mese, quando i geologi leggeranno le indicazioni espresse dagli strumenti. Il loro acquisto, per circa 50 mila euro, avrebbe dovuto essere fatto al momento di mettere le mani materialmente su quel tratto di costa. E’ stato deciso di anticiparlo dopo le segnalazioni di qualche mese fa su fenomeni di cedimento del terreno.

La mappa delle priorità dice che nella zona sotto il cimitero non si prefigurano rischi particolari.

Prossimi interventi dopo quelli che saranno avviati in settembre, viale del Popolo e il secondo lotto sotto ai Frati (più vicino al convento), con un ulteriore investimento di 1.670 mila euro.

Solo dopo tutto questo, toccherà a Calamoresca, dove potrebbe essere impiegato un risparmio nell'esecuzione degli altri lavori. In sostanza, si ritiene che l'area presenti un rischio effettivo ma minore rispetto ad altri tratti. L’intera operazione di consolidamento della costa urbana è inserita nel piano regionale che a Firenze hanno definito "Progetto Piombino", col finanziamento di oltre 7 milioni dilazioniati che hanno permesso il primo intervento concluso sotto i Frati. Per via del Popolo entro l'anno dovrebbe essere pronto il progetto. I finanziamenti, regionali, ancora non ci sono. Dovrebbero essere erogati nel 2016. Ammontano a circa 2 milioni.

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