Il Tirreno

«Un centro studi degli 8 Comuni contro le frane e l’erosione»

di Stefano Bramanti
«Un centro studi degli 8 Comuni contro le frane e l’erosione»

Secondo il docente universitario servono soluzioni scientifiche per difendere l’ambiente e le persone E sull’incidente di Sansone: «Occorrono un monitoraggio e dei cartelli di avviso nei punti pericolosi»

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PORTOFERRAIO. Un centro di osservazione e monitoraggio generale, sul bene primario dell'isola: l’ambiente. Come? «Con una struttura condivisa dagli otto Comuni e dalla Regione, perché il tesoro Elba va tutelato in ogni centimetro». La proposta giunge da fonte autorevole, visto che è formulata da Enzo Pranzini, geologo già impegnato all’isola e in altre zone della Toscana (tra queste Baratti) sul tema dell’erosione costiera. Allo studioso, docente dell’Università di Scienze della Terra di Firenze, non sono sfuggiti eventi come il tentativo di recupero di Cala delle Alghe, le vicende legate alle voragini del Piano e, ultimo in ordine di tempo, il crollo di parti rocciose nella costa di Portoferraio, con l’incidente che ha coinvolto un giovane bergamasco sulla spiaggia gioiello del Sansone.

Il monitor. Pranzini considera vitale la realizzazione di un centro di studi permanente sull’isola, per garantire un monitoraggio geologico continuo. «Un centro che analizzi e individui le soluzioni scientifiche – ha detto –per risanare e proteggere l'ambiente, e prevenire problemi alle persone. L’Elba è un patrimonio di valore enorme e il turismo è la fonte di guadagno primario con oltre 2 milioni di presenze l’anno. Il centro potrebbe essere sostenuto da tutte le forze che hanno a cuore il destino di questo territorio bellissimo- fa notare ancora il geologo – noi dell’Unifi abbiamo fatto analisi nelle maggiori spiagge, ad esempio a Marina di Campo, a Procchio quando ci fu l’alluvione, a Marciana Marina tenemmo un convegno internazionale. Le insenature qui sono diverse dal resto della Toscana, per caratteristiche, per le dimensioni ridotte. C’è una erosione continua, non grave, ma negli anni può pesare. Determinante in tutto ciò, è una vera unità di intenti tra gli otto Comuni, per coordinare il centro studi, in modo simmetrico, per riassettare il “salotto” verde dell’Elba». In questo contesto di sinergie potrebbe inserirsi anche il Parco nazionale, che Ed esistendo anche il Parco, che nella salvaguardia ambientale ha il suo obiettivo primario.

L’erosione. «Esistono centri in varie parti della costa italiana – ha specificato Pranzini - che si consorziano riducendo spese. Ci sono uscite importanti per il dragaggio. Anni fa abbiamo compiuto ricerche a Cavoli e abbiamo trovato, poco oltre quel golfo, sabbia molto valida nei fondali, da prelevare per ripascere quella spiaggia o altri lidi. Sto seguendo interventi all'estero che hanno comportato spese di alcuni milioni di euro, per prelevare a - 180 metri sotto il livello del mare, circa 300 milioni di metri cubi di sabbia da fornire a certe spiagge. La spesa maggiore va nell'acquisire l'uso degli strumenti, ma con vari preventivi tali spese si riducono. Una volta in possesso dei macchinari, si può agire su più spiagge avendo costituito un consorzio tra i Comuni. Gestendo un pacchetto di interventi, si possono presentare alla Regione Toscana, che non si tira indietro per investire nella manutenzione delle spiagge e delle coste».

Cartelloni anti frana. Nei giorni scorsi la sicurezza delle coste e il pericolo di frane sono tornati d’attualità, dopo il caso del Sansone. «Occorre sempre un costante monitoraggio – aggiunge il geologo Pranzini – e c’è da dotare tutta la costa isolana di una cartellonistica adeguata. Vanno informate le persone sui rischi di cedimenti. I feriti, se non esistono avvisi nei luoghi dei cedimenti, possono pretendere ingenti risarcimenti dai Comuni. Un progetto europeo ha stabilito il bisogno di una cartellonistica unificata, fatta di simboli comprensibili a tutti, come si fa con la segnaletica stradale nel mondo. E quindi esiste una segnaletica che fa capire le caratteristiche di un territorio e gli eventuali rischi. Si possono segnalare anche eventuali correnti marine, per proteggere i bagnanti ignari. È importante avviare tali processi, stare al passo con i tempi e gestire l'isola con un territorio unico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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