Il Tirreno

Cig, cresce la richiesta di stop alle rate

di Valeria Parrini
Cig, cresce la richiesta di stop alle rate

Molti cassintegrati si stanno rivolgendo alle organizzazioni sindacali per capire come rimodulare i loro debiti

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PIOMBINO. Mutui, prestiti personali, cessioni del quinto: cresce tra i cassintegrati la richiesta di informazioni per ottenere la sospensione del pagamento o la riduzione della rata.

E’ come se l’arrivo, in questi giorni, delle prime buste-paga tagliate di netto per effetto della Cigs avesse certificato una certezza che già c’era: quella delle difficoltà crescenti con cui devono fare i conti le famiglie.

In molti si stanno rivolgendo agli uffici sindacali. Nell’ultima settimana sono stati almeno una trentina solo alla UIl che, come le altre organizzazioni, mette a disposizione i propri uffici per le consulenze necessarie.

La gamma è articolata. Fa il punto Ilaria Landi (segreteria Uilm) partendo dai prestiti personali. Quelli cosiddetti al consumo, con cui si è cambiata la lavatrice o si è acquistata l’auto, ad esempio. «Non tutti i contratti sottoscritti sono completi dell’assicurazione specifica che copre i periodi di inattività o riduzione d’orario. Magari - aggiunge Landi - per risparmiare qualche decina di euro al mese, si è preferito evitare. In questi casi c’è poco da fare. Tutto sta alla disponibilità di chi ha prestato il denaro».

In Posta, ad esempio, secondo la segnalazione di una lavoratrice, non concedono sospensioni o dilazioni.

Quando, con la cessione del quinto, che resta garantita dal Tfr fino all’estinzione del debito, la detrazione è operata direttamente dal datore di lavoro, è lui stesso a sospendere il pagamento a chi è in Cig. La Lucchini lo ha già fatto, comunicando la procedura alle finanziarie o alle banche. E ai dipendenti. I quali, però, devono avere la premura di contattarle per ricontrattare un piano di ammortamento più leggero o, se fattibile, la sospensione delle rate. Tutto dipende dall’atto stipulato. E su questo i sindacati sono nelle condizioni di fornire assistenza.

«In alcuni casi - spiega Landi - abbiamo richiamato all’ordine le agenzie che facevano muro. Di sicuro, oltre il 50% dei lavoratori Lucchini ha chiesto la cessione del quinto. Quindi, se aggiungiamo il credito al consumo, arriviamo a percentuali ancora più alte».

Veniamo ai mutui prima casa, per i quali le tutele sono maggiori e la boccata d’ossigeno si ottiene. «Lì, noi possiamo farci poco. Il lavoratore - spiega Landi - deve rivolgersi all’istituto di credito con la documentazione che attesti il suo status di cassintegrato. In base all’esperienza di questi ultimi tempi, dico che chi si è rivolto alla banca lo ha fatto soprattutto per allungare il piano d’ammortamento. Altri - conclude la sindacalista - hanno chiesto la sospensione di un anno, lo stesso della Cig, ma devono avere risposte. A questo proposito è utile che le banche accelerino il completamento delle istruttorie che, comunque, devono essere aperte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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