Il dolore
All’ospedale una settimana di fuoco
Oltre gli straordinari, al pronto soccorso situazione al limite. Elba Salute: «Calpestati i diritti di cura e lavoro»
PORTOFERRAIO. Una settimana di fuoco, quella appena vissuta per il pronto soccorso dell’ospedale elbano. Costretto a fare qualcosa in più dei semplici straordinari, ha operato in una situazione al limite per medici, infermieri e personale sanitario.
Di più di così sarebbe stato umanamente impossibile.
Per farsene un’idea dello stato delle cose, sarebbe stato sufficiente sostare almeno un’ora nella sala d’attesa . Ed è quanto suggerisce il comitato Elba Salute: «Dovrebbero fermarsi – dicono – e non in visita annunciata, i nuovi dirigenti dell’Asl e i referenti della politica sanitaria regionale, prima di tagliare risorse e ridurre il personale sanitario nell'unico ospedale dell'arcipelago toscano».
Code, disagi hanno avuto le attenuanti del caso: il ponte di Ferragosto, il forte caldo, il classico aumento della popolazione estiva.
Insomma c’erano tutti elementi perché si arrivasse a determinare il codice rosso nel nosocomio elbano.
Ma cosa s’è fatto? Le richieste di snellimento dei tempi d’attesa, di condizioni di lavoro migliori per il personale, di accessi mirati agli ospedali in base alle tecnologie che questi mettono a disposizione con sistemi di cura più appropriati restano scritte sul libro dei sogni. Eppure, in questa situazione al limite, ci sono stati esempi che depongono a favore della professionalità del personale addetto, come ha testimoniato un paziente che ha avuto bisogno di recarsi al pronto soccorso per un malore nella notte tra il 14 e il 15 agosto.
« Ho potuto apprezzare – dice Giuliano – il grande impegno del personale sanitario che si muove e opera in un’organizzazione non consona alle richieste di accesso di questo periodo. Nei medici e negli infermieri in servizio era palpabile l’affanno, perché oltre a curare e assistere i pazienti sofferenti, dovevano anche tranquillizzare la gente spazientita in attesa». Come un crocevia, attraversato da un continuo viavai di utenti, con tanto di corsia preferenziale per i pazienti con gravi patologie.
La zona dove stazionavano le persone in attesa di una visita sembrava un’area d'attesa portuale. I medici erano tutti indaffarati all’interno. Invece il viavai di infermieri e barellieri era continuo. Tra le patologie riscontrate a farla da padrone restavano i traumi, soprattutto dovuti a incidenti di piccola entità e i malori dovuti al forte caldo dei giorni scorsi.
Le persone maggiormente colpite sono state gli anziani. «Per una località turistica quale l’Elba con un solo ospedale – dicono i referenti del comitato elbano – l’organizzazione sanitaria riferita ai tre giorni di maggior affluenza quale il 14-15-16 agosto doveva essere più scrupolosa e con un numero maggiore di personale sanitario reperibile entro i 20 minuti dalla chiamata. Per organizzare i reparti e i relativi servizi in maniera funzionale, è compito del primario, ma noi nei punti nevralgici dell’assistenza e dell’emergenza/urgenza abbiamo primari a scavalco che per settimane, anzi per mesi, non si fanno vedere». Fatte salve le problematiche del pronto soccorso e medicina nel periodo ferragostano, anche l’oncologia era in sofferenza.
«La settimana più calda – dicono sempre al comitato – è passata con il solito affanno senza un aiuto mirato perché anche se gli ingressi sono notevolmente in aumento, nel reparto resta sempre un medico e tre infermieri abbandonati a se stessi. Dove s’intuisce maggiormente la mancanza della pianificazione del momento, è nella reperibilità ortopedica che può contare su un solo medico e a Ferragosto, l’ortopedico reperibile per nostra fortuna, era Floriano Gentini che oltre ad aver sbrigato le urgenze richieste dal pronto soccorso è intervenuto riducendo due fratture all’avambraccio a due bambini di diversa età, è intervenuto per una frattura a una spalla e si è recato in sala operatoria per una frattura ad una gamba. A notte fonda, prima del meritato riposo, ha ridotto una frattura a un polso di una signora che era lì dolorante da molte ore. Le esperienze degli anni passati forse non hanno insegnato nulla a chi ha il dovere di preventivare i flussi del periodo e prevedere per una seconda reperibilità così come accade in chirurgia, ginecologia e anestesia». In definitiva, l’onda d’urto della settimana di Ferragosto è stata assorbita grazie al sacrificio di medici e infermieri costretti a lavorare al limite delle loro forze. E la struttura d’urgenza è riuscita a contrastare il surplus di lavoro.
« Questo tuttavia non toglie – conclude il comitato Elba Salute – che non debbano essere calpestati i sacrosanti diritti alla cura e alla salute dei cittadini elbani».
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