Sicurezza
«No alla strada della Cala dentro al Parco nazionale»
Azione dimostrativa degli ambientalisti: nel mirino il progetto per la viabilità a cui lavora l’amministrazione nonostante lo stop dal governo di tre anni fa
MARCIANA MARINA. No al progetto della strada nella zona protetta della Cala, a Marciana Marina. Al grido di “Giù le mani dalla costa” i volontari di Goletta Verde hanno compiuto il blitz alla Cala, dove l’amministrazione comunale di Marciana Marina è tornata alla carica per realizzare una nuova strada larga tre metri, per raggiungere un gruppo di ville e seconde case già raggiungibili a piedi attraverso due storici sentieri comunali. Ieri mattina i volontari dell’associazione ambientalista sono saliti lungo il sentiero della Ripa, da dove hanno srotolato lo striscione con scritto “Giù le mani dalla costa”. Un’azione simbolica per fermare sul nascere un progetto considerato impattante e pericoloso dal punto di vista idrogeologico.
«Legambiente chiede al Parco, alla Regione e al Governo di opporsi subito al nuovo attacco che arriva alle coste dell’isola, da parte di un sindaco che, quale vice-presidente della Comunità del Parco, dovrebbe più di tutti rispettare il Piano del Parco, le direttive europee, le normative regionali e i pronunciamenti del Consiglio dei ministri», spiegano dall’associazione ambientalista. La richiesta arriva nell’ultima tappa della campagna dell’associazione ambientalista che chiude oggi il suo tour 2015.
«Il Consiglio comunale di Marciana Marina appena pochi giorni fa ha “declassificato” il sentiero comunale esistente a monte per poter così avviare una procedura di esproprio di un percorso pedonale privato sulla costa definito tale anche da una sentenza definitiva della magistratura - spiega Maria Frangioni, presidente del circolo Legambiente Arcipelago toscano -. Tutto questo per poter realizzare una nuova strada in un’area in evidente dissesto idrogeologico e che non solo è Zona B, ma che nel frattempo nel febbraio del 2013, da Zona di protezione speciale (Direttiva Uccelli) e Sito di interesse comunitario (Direttiva Habitat) è diventata Zona speciale di conservazione (Zsc Monte Capanne Promontorio dell'Enfola), anche per la presenza in quell’area della rarissima felce tirrenica, perché vicinissima ad un'area di nidificazione del gabbiano corso e frequentata da falchi pellegrini, marangoni dal ciuffo ed altre specie protette».
Nel marzo 2013 fu il Consiglio dei Ministri, accogliendo tutte le osservazioni di Legambiente a bocciare la strada nel Parco che ora il sindaco ripropone dopo la declassificazione del sentiero esistente. La nota inviata dal Consiglio dei ministri al Comune di Marciana Marina ed agli altri enti interessati era stringata ma non lasciava dubbi.
«Una decisione senza appello - prosegue la presidente del circolo di Legambiente - frutto anche di interpellanze parlamentari presentate dall'attuale presidente della commissione ambiente della Camera Ermete Realacci, che il sindaco dopo oltre due anni cerca di aggirare declassificando la strada comunale a monte e scartando l'ipotesi della realizzazione di una cremagliera, come quelle esistenti nel Parco delle Cinque Terre ed in altre Aree protette, per risolvere i presunti problemi di sicurezza che renderebbero necessaria una strada nella Zona B di un Parco. Dopo la bocciatura da parte del governo, il sindaco di Marciana Marina Ciumei e la sua giunta tentano nuovamente di violare il Piano del Parco e le Direttive europee Habitat ed Uccelli e di realizzare una strada sul terreno di persone che non la vogliono per favorirne altre, ignorando le proposte del Parco. Ci chiediamo solo quanti soldi pubblici siano stati spesi e saranno spesi in questioni legali, lavoro degli uffici, trasferte e se qualcuno li restituirà».
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