Il Tirreno

Museo etrusco preso d’assalto

di Cecilia Cecchi
Museo etrusco preso d’assalto

Seimila visitatori in due mesi al nuovo allestimento della collezione Gasparri. Sabato “Archeostorie”

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PIOMBINO. 12,45: manca un quarto d’ora dalla chiusura e un gruppo di turisti ha già preso accordi per esserci all’apertura del pomeriggio. Segnale forte di come, a poco più di due mesi dall'inaugurazione del nuovo allestimento, il museo etrusco di Populonia Collezione Gasparri abbia già un fascino tutto suo.

Da queste sale sono già passati oltre 6mila i visitatori, dato eccezionale che brilla ancora di più se confrontato coi numeri delle altre strutture del territorio. Valida la scelta di integrare l’archeologia con la storia recente, le vicende della famiglia dei collezionisti Gasparri con la vita di Baratti o anche coi singoli ritrovamenti dei reperti; tante immagini d’epoca. Ideale location per conferenze su temi di genere: sabato (alle 21,30) ci sarà la presentazione del libro “Archeostorie. Manuale non convenzionale di archeologia vissuta” che raccoglie l’esperienza di 34 archeologi.

«Il museo di Populonia – spiega Carolina Megale, curatrice scientifica – è una raccolta privata che si è formata dagli anni Trenta con i reperti assegnati alla famiglia Gasparri, proprietaria della Tenuta di Populonia dal 1936, come quota parte del premio di rinvenimento, in seguito alla scoperta della necropoli etrusca di Baratti, durante le attività di recupero delle scorie ferrose. Il museo fu inaugurato nella primavera del 1943 e per quasi mezzo secolo è stato l’unica istituzione museale del territorio aperta al pubblico concepita per illustrare la storia dell’antica città di Populonia dal IX secolo a.C. alla tarda età imperiale. Nostro obiettivo – aggiunge Megale – d’accordo con proprietà e Soprintendenza, era restituire al territorio un piccolo museo, nel borgo medievale, che regalasse a turisti e visitatori un’esperienza leggera ma significativa sulla storia della città etrusca e sulle vicende che hanno portato alla sua scoperta. Oggi raccogliamo i primi frutti di un lavoro d’équipe che ha visto collaborare gli architetti Agostino Carpo e Erica Foggi, il regista e autore Andrea Camerini, l’archeologo Francesco Ghizzani Marcìa».

«Dal rapporto sui “Musei della Toscana 2014” stilato dalla Regione, con dati del 2012 e 2013 – ricorda Megale – vediamo che capofila del territorio è il parco archeologico di Baratti e Populonia con 41.257 visitatori nel 2013 (e quasi 45mila nel 2014), al secondo posto, sempre nel 2013, il parco archeominerario di San Silvestro con 26.478 biglietti strappati. Con notevole stacco il museo archeologico di Piombino ha avuto 4.351 visitatori, il museo del Castello 2.314 e la Rocca di Campiglia 1.373 visite. I 6mila visitatori qui, in poco più di due mesi – sottolinea – danno quindi conferma del grande interesse che ancora suscita l’archeologia populoniese sui viaggiatori che fanno tappa nel territorio. Archeologia, natura e paesaggio, il panorama dalla Torre di Populonia attrae una media di 50/60.000 visitatori ogni anno, sono gli assi di questo territorio e proteggerlo da brutture e degrado è compito, oltre che dell'amministrazione, di tutti i cittadini». Il museo (accessibile da tutti), gestito dalla società “Periplo, turismo e cultura”, è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 20 (costo del biglietto 2 euro e 50).

ceciliacecchi@

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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