Il Tirreno

I migranti reclutati alla Festa dell’Unità, scoppia la polemica

Annalisa Mastellone
I migranti reclutati alla Festa dell’Unità, scoppia la polemica

I meetup 5 Stelle all’attacco: «Pd sfacciato e patetico». Replica l’assessore Ticciati: «Solo un modo per coinvolgerli»

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VENTURINA. Quest’anno la Festa dell’Unità a Venturina ha nuovi volontari. Si tratta di una ventina di migranti che danno una mano all’interno della manifestazione del Pd che, iniziata domenica, durerà fino al 26 agosto. Ragazzi e ragazze, tutti giovanissimi, che fanno parte del gruppo di richiedenti asilo alloggiati a Campiglia stazione nella residenza gestita dalla Homo Diogene. L’idea di farli collaborare a varie mansioni è partita dal Pd di Venturina, come ci ha spiegato l’assessore Alberta Ticciati, segretaria del circolo “Aldo Montomoli”.

«Tutto è nato su sollecitazione del circolo locale – dice Ticciati – che ha coinvolto le associazioni di volontariato per capire se la Festa dell’Unità poteva essere un’occasione per fare conoscere questi ragazzi e cominciare a farli integrare. La richiesta è stata poi avanzata all’amministrazione comunale, che si è accertata che vi fossero le condizioni per impiegarli in attività di volontariato, come la copertura assicurativa contro terzi e, come previsto dal protocollo d’intesa con la prefettura, che i migranti fossero iscritti ad associazioni di volontariato. All’interno della Festa ci sono associazioni che collaborano e che quindi hanno accolto positivamente, hanno chiesto ai ragazzi se volevano partecipare e hanno accettato».

La cosa però ha fatto storcere il naso ai membri dei meetup 5 Stelle di Suvereto e di Sassetta-San Vincenzo: vedere i migranti «che apparecchiavano i tavoli e sbrigavano faccende», polemizzano in una nota, «rivela due importanti caratteristiche del Pd, spie del suo ineluttabile, anche se lento, declino. Il primo è la crisi di partecipazione. Infatti, in altri tempi non ci sarebbe stato bisogno di chiamare esterni al partito per dare una mano alle feste, dato che gli iscritti e gli attivisti se non facevano a gara per spadellare nelle cucine o servire ai tavoli, poco ci mancava.

Ora, invece, esso si rende patetico nel ricorrere a manovalanza che nulla ha a che vedere con l’appartenenza politica, visto e considerato che le prestazioni dei profughi dovrebbero essere dedicate a lavori socialmente utili, fra i quali è un po’ difficile farci entrare le manifestazioni politiche. Il secondo aspetto che la circostanza mette in luce è, se possibile, di gran lunga peggiore del primo. E’ la sfacciata, e probabilmente addirittura inconsapevole arroganza con la quale il partito, in parte erede di quello di Berlinguer, viola i principi delle regole scritte che esso stesso pretende di far rispettare agli altri. Non è stato infatti abbastanza forzare la mano sul dettato della legge fingendo di considerare un lavoro socialmente utile la propaganda politica, ma il Pd ha persino pubblicato delle foto, per mano di uno dei suoi autorevoli esponenti, del misfatto. Come per dire: noi facciamo quello che ci pare, dove come e quando».

Il riferimento è alla Ticciati, che sul suo profilo facebook, domenica, aveva annunciato la presenza dei richiedenti asilo come volontari alla Festa. «Una polemica infondata – è la replica dell’assessore - C’è stata una richiesta del Pd, ma se fosse venuta dai 5 Stelle o da altri non ci sarebbe stata differenza. Far partecipare i ragazzi, in maniera volontaria, è un modo per coinvolgerli in attività a contatto con i cittadini. E ben vengano associazioni che decidono di impiegarli in attività del genere, visto oltretutto il riscontro positivo dei migranti che hanno partecipato. Certo è che la Festa dell’Unità non si sostituisce ai lavori socialmente utili e al lavoro che l’amministrazione sta facendo per avviarli, già a settembre».

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