Italia
«Troppa musica in centro»
Legambiente si schiera con i residenti e attacca il sindaco per le deroghe a orari e decibel
PORTOFERRAIO. Troppi punti in cui si fa della musica in centro storico. Ma soprattutto troppo rumore concentrato in uno spazio limitato, tutte le sere e tutte le notti scatenando le proteste di molti residenti (la maggior parte di essi di età avanzata). Molti abitanti sono costretti a chiudere le finestre, nonostante il caldo tropicale, pur di porre uno schermo al frastuono. Legambiente scende in campo e chiede al sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari, che ha recentemente emanato un’ordinanza con cui si autorizzavano alcune deroghe ai valori limiti di immissione e temporali fissati dalla normativa vigente, di fare dietro-front e quindi di annullare l’ordinanza, perché non conforme al regolamento regionale vigente. Gli abitanti della città medicea non ne possono più e Legambiente insorge per preservare questi ultimo da inquinamento acustico. Il problema è annoso e, puntualmente, si presenta a ogni stagione turistica, quando i punti bar, locali pubblici si avvalgono di artisti e musicisti per allietare con le loro note e le loro voci la permanenza nei loro locali degli avventori. Tutto questo è consentito (secondo l’ordinanza del sindaco numero 1842 del 31 luglio scorso, la stessa che l’associazione del Cigno Verde chiede l’annullamento per autotutela) e permesso in deroga fino all’una nei giorni prefestivi e a mezzanotte e mezza nei giorni feriali, purché non sia superato il limite di emissione stabilito in 75 decibel. Il tutto fino al 30 settembre, periodo in cui la stagione turistica volgerà al termine. Ma secondo gli ambientalisti fanno notare che è l’insieme dei complessini che suonano che fanno crescere. «Nel raggio di centro metri – scrive Legambiente al sindaco Ferrari – tutte le notti sono attivi contemporaneamente molteplici punti di emissione sonora in prossimità dei locali pubblici, con un livello sonoro non accettabile e non conciliabile con la salute pubblica». Il sindaco, dunque, nel predisporre l’ordinanza secondo gli ambientalisti, non ha tenuto conto degli effetti della molteplicità delle fonti di rumore. Ma non solo. Il sindaco Ferrari inoltre ha autorizzato la deroga per oltre 60 giorni consecutivi e cioè dal 31 luglio fino al 30 settembre 2015. «Questi limiti – annota Legambiente - sono superiori a quanto stabilito dagli articoli 15 e 16 e dall’allegato 4 del vigente decreto del presidente della giunta regionale. Inoltre sul sito web del comune non è pubblicato l’elenco aggiornato delle autorizzazioni rilasciate sul proprio territorio ai sensi dell’articolo 16 comma 9 del citato regolamento». Quanto basta per richiedere l’annullamento dell’ordinanza di fine luglio. «Il nostro circolo – conclude Legambiente arcipelago toscano – oltre a impegnarsi nella tutela della natura e dell’ambiente, vuole anche vigilare su altri fattori inquinanti, compreso quello acustico, considerato il danno che produce alla salute dei cittadini».
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