Il Tirreno

Musica d’estate, un tavolo di confronto

di Cecilia Cecchi
Musica d’estate, un tavolo di confronto

Dopo le multe la proposta dei titolari del Brulotto viene raccolta dall’assessorato alla polizia municipale e decoro urbano

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PIOMBINO. Cuore del centro storico, cioè piazzetta del Mare (“bellissimo posto di fronte al tramonto....” si legge su TripAdvisor) senza più musica, per superamento di decibel e multa a Brulotto ed Abbé. Web come tribunale, abitanti che si difendono. Il giorno dopo, più che l’accusa di musica alta è il quadro di degrado - con maleducazione e violenza - che non va giù ai titolari del Brulotto: «Tutto questo ci pare eccessivo, non rispondente al vero e ci reca un notevole danno di immagine». Dopo aver esaminato la situazione da un diverso punto di vita dal Brulotto, a fine stagione, si propone un tavolo dove poter studiare un’estate in musica vivibile per tutti. Opportunità apprezzata e condivisa subito dall’assessore alla polizia municipale e decoro urbano Claudio Capuano.

Voce al locale. Sorpresi e amareggiati i titolari del Brulotto vogliono «far presente che i turisti sono in aumento e per quanto riscontriamo sono tutti affascinati dal centro storico e piazza Bovio, che qualcuno ha definito il salotto buono di Piombino…. Vorremmo capire se è cambiato qualcosa, perché mandare un immagine di sporcizia, abbandono e maleducazione non crediamo serva a qualcuno. Il turismo inevitabilmente porta rumore e schiamazzo – ricordano – ma occorre, come altrove si scrive anche sul giornale, un po’ più di tolleranza. Piombino sta cambiando è finita l'era della monocultura industriale e se vogliamo che l’economia abbia una ripresa occorre sfruttare ciò che la natura ci ha regalato. Ci si lamenta se i giovani vanno via da Piombino e poi non facciamo niente per trattenerli. Da tenere presente – sottolineano – che, se nella moltitudine di persone c'è qualche maleducato, non ne siamo responsabili noi. Purtroppo siamo già a metà agosto e ci pare che una stagione buona, sotto tutti i punti di vista, si voglia rovinare alla fine. Pertanto vogliamo fare una proposta per la prossima stagione: mettiamoci a un tavolo, esercenti, amministrazione, rappresentanti dei commercianti e troviamo insieme un sistema che tuteli chi deve lavorare e i residenti, partendo dal presupposto che occorre tolleranza e che si parla di due-tre mesi d’estate».

Regole e convivenza civile. Sentito in argomento l’assessore alla polizia urbana e decoro urbano Claudio Capuano: «La questione ha due profili: uno più strettamente tecnico e uno sociale, chiaro che non si raggiungerà mai un accordo totale. Ma, se c’è buonsenso da parte di tutti, si può trovare equilibrio. Dunque – spiega Capuano – rispetto delle regole e elasticità mentale. Anche nell’ultimo consiglio comunale, a proposito del nuovo regolamento di polizia municipale, ho ricordato che non c’è una norma per tutto se manca il rispetto verso gli altri, verso le attività e le esigenze altrui». Dunque un tavolo? «Condivido a pieno, sono l’assessore dei tavoli per il verde, il decoro... solo nel confronto si può individuare la soluzione e l’applicazione equilibrata della norma. Necessario controllare i decibel – prosegue – ma ancor più arrivare e meno esposti in tutti gli uffici per serate assolutamente intollerabili più chiasso e schiamazzi, che irritano troppo; è così che partono i controlli e le multe».

Decibel. Ma col vociare dei clienti, la musica si può arrivare a non sentirla affatto. «Bisogna capire più esigenze – ricorda Capuano – e che fare turismo non vuol dire musica alta, al di là dell’organizzazione e delle deroghe. Per il decoro, nel nuovo regolamento, abbiamo già inserito che anche i ristoratori devono darci una mano: ad esempio con una prima pulita se, fuori dai locali, qualcuno lascia sporco o bottiglie. Bisogna uscire dai canoni... Comune e Asiu, da soli, non ce la possono fare. Tra settembre ed ottobre avvierò il confronto di massima collaborazione, per stabilire criticità e vedere cosa si può fare. Stavolta i gestori dei locali parteciperanno e ciascuno dovrà dare un po’ del suo. Solo così potremo organizzarci, davvero, in modo valido».

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