Sicurezza
Tfr Lucchini, se ne parla al Senato
I parlamentari Cinque stelle chiedono che i lavoratori ne abbiano la disponibilità
PIOMBINO. Si chiama atto di sindacato ispettivo ed è stato appena depositato e pubblicato sul sito del Senato. Adesso i senatori Cinque stelle aspettano la risposta dei ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico alle loro domande sulla Lucchini. In particolare sul blocco del Tfr per i lavoratori e sulla cifra complessiva versata da Cevital per l'acquisizione della Lucchini, della Lucchini servizi e della Vertek.
In premessa, un’ampia decrizione cronologica degli ultimi anni dello stabilimento.
Passaggio successivo, la sottolineatura del fatto che dalla data di ingresso dell'azienda stessa in amministrazione straordinaria, tutti i crediti pregressi maturati nei confronti dell'azienda, ivi compresi quelli verso i dipendenti diretti, sono stati soggetti alla procedura di ammissione allo stato passivo. Si ricorda anche che in base al Codice civile i crediti dei dipendenti diretti hanno diritto di prelazione rispetto a tutti gli altri.
Gli interroganti ricordano anche che la città è oppressa da una profonda crisi economica e sociale e che il godimento dei crediti inseriti nello stato passivo Lucchini rappresenterebbe un vitale polmone per la capacità di sostentamento di numerose famiglie. Ed ecco l’ostacolo, rappresentato dal contenzioso col ministero dell’Ambiente che vuole avvalersi del danno ambientale pregresso e messo in atto dalle varie proprietà, fra cui anche lo Stato fino al 1993. «Azione - scrivono i senatori - che mette a rischio i diritti dei creditori privilegiati, primi fra tutti quelli dei dipendenti diretti con il TFR conteggiato fino al 2007 ed istituti residui, in quanto la liquidazione dei medesimi è strettamente legata alla giacenza di cassa liquida a disposizione del commissario dottor Piero Nardi».
Il ricorso era stato respinto ma l'Avvocatura dello Stato ha presentato ricorso in Cassazione. A parere degli interroganti le istituzioni avrebbero dovuto lavorare soprattutto nell'interesse dei lavoratori «e invece ci si è trovati di fronte ad un contenzioso tra Ministero delle politiche ambientali e la Lucchini SpA in procedura di amministrazione straordinaria, ammessa dal Ministero dello sviluppo economico, che penalizza ulteriormente i lavoratori, i quali non sono certamente i responsabili del danno ambientale. I veri responsabili - chiudono i firmatari - restano totalmente impuniti, mentre i lavoratori, che sono sempre il soggetto più debole, finiscono con il pagare per un danno ambientale del quale non sono soggetti responsabili».
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