Con Antonio Mancini la Banda della Magliana
SUVERETO. Mercoledì 12 agosto la manifestazione In-Chiostro ospita una serata di giornalismo d’inchiesta e cronaca nera. La giornalista Raffaella Calandra intervista Antonio Mancini, detto “accattone”...
SUVERETO. Mercoledì 12 agosto la manifestazione In-Chiostro ospita una serata di giornalismo d’inchiesta e cronaca nera. La giornalista Raffaella Calandra intervista Antonio Mancini, detto “accattone”, ex esponente dell’organizzazione malavitosa romana la Banda della Magliana. Raffaella Calandra , che sostituisce nell’incontro Sandro Ruotolo assente per motivi personali, ha collaborato con la Repubblica, il Corriere del Mezzogiorno, Libero. Oggi è inviata di Radio24-IlSole24ORE, per il quale si occupa in prevalenza di cronaca giudiziaria. Conduce la rubrica d’inchiesta - “A Ciascuno Il Suo”, già “Storiacce” - titolo del suo blog - e cura le “Storiacce d’autore”: brevi racconti prodotti da scrittori che prendono spunto da un fatto di cronaca.
Con un’inchiesta sui soldi della ’ndrangheta al Nord, nel 2009 è stata tra i vincitori del premio “Guido Vergani” e poi “Cronista dell’anno”. Nel 2000, premio “E. Fromm” con un reportage sulle periferie di Napoli. Ha lavorato paio di mesi nel 2003 a New York, all’ agenzia di stampa Emc. Talvolta collabora con Al Jazeera International.
Antonio Mancini, ha fissato le sue memorie nel libro , “Con il sangue agli occhi” , scritto a quattro mani con la giornalista Rai, conduttrice di “Chi l'ha visto”, Federica Sciarelli.
Roma, 1977. Mentre la polizia è alle prese con le Brigate Rosse, un potente clan criminale allunga le mani sulla città, monopolizza lo spaccio di droga e semina terrore a suon di piombo.
È la banda della Magliana, un gruppo di affiliati che si spartiscono 600 miliardi di lire l’anno, in buoni affari con mafia, camorra e ’ndrangheta, ma anche con gli ambienti della politica e dell'estrema destra. Dopo dieci anni di sangue quasi tutti i componenti della banda sono morti ammazzati, da rivali o ex amici
«Un decennio di storia criminale – interviene il sindaco Parodi con delega alla cultura – un cocktail esplosivo di delinquenti di borgata e usurai spregiudicati, usati da politici e imprenditori. In queste pagine sono raccolte le testimonianze di Antonio Mancini, uno dei pochi sopravvissuti. Il risultato è un viaggio negli inferi del vorticoso giro di affari sporchi, faide e vendette personali».
«Scritto come un romanzo, “Con il sangue agli occhi” – sottolinea Parodi – rivela il ruolo giocato dalla banda della Magliana in molte vicende di cronaca di quegli anni: dal sequestro Moro al delitto Pecorelli, fino all’attentato punitivo a Roberto Rosone, vicepresidente del Banco Ambrosiano, portando alla luce i particolari inediti di alcuni dei più oscuri intrighi di potere della recente storia d’Italia».
Un appuntamento da non perdere tra le mura del Chiostro di San Francesco a Suvereto alle ore 21.30, con ingresso libero.
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