Sicurezza
Punta Falcone, sassate al cannone
Vandali scatenati. Capuano: «Temiamo di dover mettere telecamere ovunque»
PIOMBINO. Panchine, tavoli, segnaletiche sui percorsi turistici della Parchi non bastano più, è evidente. Così, la scorsa settimana, subito dopo la Porta al Parco di Baratti a finire nel mirino di chi non trova niente di meglio da fare nelle sere d’estate che far danni, le sassate sono toccate al cannone di Punta Falcone. Il vandalismo non ha fermato l’amore per Baratti, anzi: con donazioni di soldi e tempo volontari si stanno organizzando per ripristinare “Il Cammino delle Lase”.
Diverso il destino del danneggiamento al cimelio della Seconda guerra mondiale. «Danno grave alla nostra memoria – racconta Gianpiero Vaccaro, che ha denuciato il fatto – Sono stati presi a sassate gli strumenti di direzione e puntamento del cannone, rotte le parti in vetro. Ci si sono accaniti con dei sassi, si tratta di un vetro molto spesso e resistente. Non era mai successo un episodio simile». Vaccaro, 36 anni – formazione Iti Piombino, lavoro al porto industriale Lucchini è appassionato di storia da sempre e di quella del suo territorio di più – aggiunge: «Probabilmente non sará possibile trovare pezzi di ricambio, visto che il cannone fu costruito a Genova nel 1942... Chiaro che tutto ció è solo frutto dell'ignoranza e della maleducazione di qualche povero balordo». Parco di Punta Falcone, ricco di vegetazione, dove vivono colonie di gabbiani e di cormorani, é all’estremità del promontorio. Da sempre sfruttato per la difesa, fino alle guerre mondiali con una batteria di cannoni che con una simile localizzazione all’Enfola rendeva inespugnabile il canale. Oggi tra riservette, una anche visitabile, casa matta e canone (qui l’osservatorio) è un museo a cielo aperto. Costernato per quanto successo in questi giorni l’assessore Capuano (anche decoro urbano e polizia municipale): «Si arriva a pensare – spiega – di dover posizionare una telecamera in qualunque area dove c’è un bene da difendere. Ma sarà valido avviare in settembre l’osservatorio per la legalità e la sicurezza, insieme alle associazioni a quanto vivono il territorio studieremo cosa davvero si può fare».
Peccato dover immaginare un territorio comunale tappezzato di telecamere. Peccato non esista (ancora) una App/vandalismi: coi selfie in diretta e immediato post; sarebbe più bello, al posto delle multe, poter obbligare al ripristino dell’esistente, al prima di divertenti sarabande come queste, che pur danno senso alla vita.
Cecilia Cecchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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