Il Tirreno

Cinghiale e castagne Weekend a Sassetta con i suoi simboli

Cinghiale e castagne Weekend a Sassetta con i suoi simboli

Oggi e domani nel borgo si celebra la Festa del cacciatore Ricco menu a base di piatti tipici, la sera musica e ballo liscio

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SASSETTA. A Sassetta oggi e domani la tradizionale “Festa del cacciatore, giunta all’edizione numero 13. Al Parco di Valcanina tra i castagni cucina tipica, musica e ballo. Organizza il Comitato cacciatori Sassetta. Sarà l’occasione per trovare in questo fine settimana piatti dell’ottima cucina sassetana, molti a base di cinghiale. Il programma comincia oggi alle 16 con l’apertura del bar ristoro mentre alle 19 inizierà a funzionare il ristorante. E dalle 20,30 musica e ballo liscio. Domani il bar ristoro aprirà alle 10 e il ristorante seguirà un doppio turno. Inizierà il suo servizio per il pranzo a mezzogiorno e poi ancora la sera per la cena dalle 19. Dalle 20,30 ancora musica e ballo liscio. Non occorre prenotazione.

Rustico e saporito il ricco menu che prevede tra i numerosi piatti tradizionali il “Cinghiale con castagne”, piatto tipico sassetano, che fonde insieme due sapori particolari, entrambi simbolo di Sassetta. Il menu previsto: antipasto del bracconiere, antipasto di terra, tortelli al ragù di cinghiale, cinghiale arrosto con erbe di campo, cinghiale con castagne, grigliata di carne mista. Nel menù figurano ancora alcune altre possibilità. A Sassetta il cinghiale e la castagna presentano una storia infinita. Da secoli i suoi abitanti hanno vissuto e vivono in sinergia coi boschi che abbracciano il paese. Al bosco sono legati da un vincolo atavico. Il boscaiolo e il carbonaio erano un tempo gli unici lavori possibili (oltre, naturalmente, allo scalpellino, grazie al marmo rosso delle cave di Sassetta). Col passare degli anni i carbonai sono quasi scomparsi ma i sassetani continuano a vivere dentro e per il bosco come taglialegna, cacciatori e castanicoltori. Così il cinghiale e la castagna continuano a rappresentare la cultura di questa comunità da sempre contraria a un’avanzata selvaggia del cemento. E se il cinghiale incarna in qualche modo l’indole ruvida del sassetano, la castagna rappresenta forse il suo animo più semplice e l’abitudine di bastare a se stesso, di sapersi adattare.

Gianni Gorini

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