Finanza
I modellini navali narrano storie
La mostra sarà inaugurata domani nella sala Gasparri, a Populonia. Ingresso gratuito (ore 20-23)
PIOMBINO. Alla sala Gasparri, nel borgo di Populonia, domani verrà inaugurata la mostra di modellismo navale che racconta la storia del nostro mare. E sarà possibile visitare l’esposizione di fotografie subacquee che documentano alcuni dei più affascinanti e particolare relitti che i nostri fondali custodiscono.
La sala sarà aperta tutti i giorni da domani fino a venerdì 14 agosto dalle 20 fino alle 23 e l’ingresso è gratuito. L’evento è organizzato dalla Lega navale italiana sezione di Piombino, dall’associazione culturale Amici di Populonia, dall’Anmi sezione di Piombino, dal circolo nautico pesca sportiva Baratti e dal circolo sportivo pesca sportiva lo Stellino col patrocinio del Comune di Piombino - assessorato allo sport. Coinvolti alcuni modellisti tra i più affermati ed esperti del nostro territorio: veri artisti che hanno saputo fondere la passione per la ricerca storica e la puntualità dei particolari in pezzi unici e di prestigio. Saranno esposti un buon numero di modellini che fanno riferimento a barche da pesca locali in scala 1: 10 e 1: 18, che raccontano la loro evoluzione per forme e tipologia dall’Ottocento fino ai nostri giorni. Si potranno ammirare feluche, leudi, guzzoni cioè gozzi più grandi, navi in bottiglia e molto altro ancora.
Questa mostra sarà inoltre l’occasione per scoprire curiosità e notizie davvero molto interessanti, sconosciute ai più, come ad esempio che le feluche venivano costruite secondo un modello fisso che era poi adattato a seconda del particolare tipo di pesca che il committente faceva: dalla pesca del corallo, alla pesca del pesce spada o del pesce azzurro e così via.
Queste imbarcazioni partivano da Genova e scendevano a Livorno dove compravano i barili per il sale; poi andavano in Sardegna e compravano il sale o arrivavano fino in Tunisia per riempire questi barili con questo materiale. Quando erano pronte le barche ritornavano al loro porto impiegando così mesi per completare la navigazione.
Ciò non solo dimostra come fossero utilizzate oltre che per la pesca anche per il cabotaggio, ma giustificano anche come mai alcune di queste fossero “pontate”, cioè coperte per poter ospitare alla meglio le famiglie dei naviganti. Storia, commercio, imprese e vita di uomini di mare si intrecciano per farci comprendere il loro sacrificio, la loro forza e il loro impegno.
Modo per scoprire anche esistevano due tipi di gozzo: uno che aveva le nasse chiamate “nasse da sottocosta” che sono piccole per poter essere lanciate in mare dai 5 ai 10 metri; e l'altro con le “nasse per le seppie" che sono differenti. Queste nasse per le seppie qui in Toscana non venivano usate a causa dei fondali più sabbiosi ed invece si ritrovano nell’Adriatico. Per poterle usare serviva uno speciale permesso della Capitaneria, andavano sistemate ai primi di giugno e tassativamente tolte non prima della fine di agosto, questo per non distruggere le uova che durante l’estate vengono deposte.
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