Il Tirreno

Volontari in campo per riparare i danni

di Cecilia Cecchi
Volontari in campo per riparare i danni

Il vandalismo non ferma l’amore per Baratti, anzi. Arrivano anche donazioni per risistemare “Il cammino delle Lase”

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Niente di meglio, la notte tra lunedì e martedì, che strappare (in modo irreversibile ) veli alla porta del parco archeologico: piace vincere facile, azione indisturbata tra bambù e lampade pendenti. Rotte un po’ di sedie per gli spettatori delle serate alla confinante “Turuscia” (nave etrusca rovesciata, prima installazione sperimentale 2014, che la Sovrintendenza ha consentito di mantenere ormai parte dello scenario e di utilità).

Peccato doverne dare nota, pur ricordando come non siano spiacevoli novità: atti contrari alla legge (ieri la denuncia ai carabinieri) e alla convivenza civile. Dunque il fatto è rimbalzato su web e carta stampata, ma non è finito lì: la notizia nella risposta . «Tante persone – dice il coordinatore del parco archeologico Baratti Populonia, Marta Coccoluto – ci hanno telefonato, scritto. Vera e propria colletta di materiale e di tempo donato (cosa c’è di più prezioso oggi ndr). Insieme a Baco dobbiamo solo organizzare due giornate di lavoro. Recupereremo quanto distrutto, frutto dell’opera di 15 giovani».

Pochi minuti di sopralluogo con Coccoluto e di corsa, sotto “Il cammino delle Lase” arriva un bambino. «I ragazzi sono affascinati da questa vera porta al parco – spiega Coccoluto – Stretto e lungo corridoio circondato di veli, illuminato dalle candele, come il cammino tra gli angeli: a simboleggiare proprio quelli che, per gli Etruschi, accompagnavano il defunto dalla terra all’aldilà. Non a caso è stato scelto quest’anno il progetto di una filosofa, Michela Fiorentino Capoferri e di un architetto, Nicolò Spinelli».

Struttura, ideata attraverso un concorso di idee e realizzata con successivo workshop di autocostruzione, in un dialogo continuo tra architettura, arte contemporanea e archeologia.

Il piccolo turista infila la mano nel velo divelto e chiede perchè di quei bastoncini pendenti. «La sera – risponde Coccoluto – grazie al vento regalano suoni, quasi musica della natura, qui dove di sentono solo cicale e tartarughe in movimento». E c’è un’altra risposta “a testa alta” come la definisce il presidente Baco, Marco Del Francia: «Aspetto tanti amici all’evento dei giovedì di Baco (stasera ndr) con Christian De Iuliis che presenta “L'Architemario. Volevo fare l'astronauta” anche per scoprire insieme che considerazione ha il cinema degli architetti e quali danni possa produrre la creatività di un architetto maldestro».

Altra visione l’architettura che non strazia l’ambiente, ma vi si fonde diventando arte. È il fascino intatto (e crescente) delle due “creazioni” a Baratti - e che hanno contribuito a renderlo famoso nel mondo - di Vittorio Giorgini: Casa a Baratti, detta l'Esagono (1957) e Casa Saldarini (oggi Sgorbini) o Casa Balena (1962). E in questo continuano a credere, con intatta passione (per fortuna), l’associazione Baco, Parchi Val di Cornia e Comune di Piombino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa