«Una ricerca guidata dai militari non sarà mai neutrale»
PIOMBINO. Un incontro al Castello dedicato all’euRathlon, gara tra robot a Tor del Sale (dal 15 al 25 settembre). Ma le polemiche non cessano. «Una nutrita delegazione – ricorda il Comitato verità su...
PIOMBINO. Un incontro al Castello dedicato all’euRathlon, gara tra robot a Tor del Sale (dal 15 al 25 settembre). Ma le polemiche non cessano.
«Una nutrita delegazione – ricorda il Comitato verità su Eurathlon e Nato – ha partecipato alla presentazione dell'evento. Si è notato che - a differenza del sito web http://www.cmre.nato.int/ - nelle spettacolari diapositive proiettate dagli organizzatori, il logo della Nato non figurava accanto a quello del Cmre, che della Nato è invece il centro di ricerca con sede alla Spezia, oltre che organizzatore principale di Eurathlon». Proprio alla domanda del Comitato sul significato del ruolo centrale del Cmre nel progetto Eurathlon, si ricorda «le risposte sono risultate evasive: si tratterebbe di ricerche “ad esclusivo scopo civile, addirittura benefico”, affermano i ricercatori retribuiti dal Cmre, il quale sarebbe “struttura civile” della Nato - potente e aggressiva alleanza militare, che agisce sotto comando militare, in Afghanistan come in Libia».
«Non contestiamo la ricerca sui robot – si sottolinea – Non ci fidiamo del fatto che, dentro Eurathlon, a guidarla ci sia un centro di ricerca militare, molto interessato a impiegare ai propri fini il lavoro creativo dei giovani ingegneri costruttori di droni e robot. Ecco la necessità del dubbio. La questione della neutralità della scienza è appunto un caso di coscienza che deve interessare tutti: gli scienziati, in nessun caso, dovrebbero accettare fondi per la ricerca, né ingerenze di sorta, da parte di organizzazioni militari, neppure quando non si preveda uno scopo legato a programmi bellici, bensì il semplice sviluppo della ricerca di base. L’illustrazione di Eurathlon da parte degli organizzatori – si prosegue – è apparsa la kermesse per presentare un nuovo prodotto, nonché un’operazione di marketing territoriale, capace di portare Piombino alla ribalta nel mondo. Il vicesindaco non ha esitato a sostenere che “se si ragionasse come il Comitato, dovremmo rifiutarci di utilizzare internet perché di origine militare”. Come se fosse un bene che i finanziamenti e le scoperte maggiori siano militari e usati per le guerre, con le pesantissime implicazioni in termini di vittime e distruzioni che ne conseguono, e invece non fosse assai più ragionevole favorire la ricerca scientifica civile senza aspettare che le scoperte militari arrivino all’uso di tutti quando sono superate per i militari. E senza dimenticare che l’Istituto di Stoccolma per la ricerca sulla pace quantifica in circa 72 milioni al giorno la spesa militare sostenuta dall’Italia come membro della Nato, a danno di sanità e servizi pubblici». Il Comitato ha infine preannunciato di avere in cantiere per il 5 settembre un’iniziativa pubblica, dove sono stati invitati quali relatori Gubbiotti di Legambiente, il professore di storia contemporanea Moscato e il deputato Andrea Manciulli, nella veste di Presidente della delegazione italiana in seno all'Assemblea parlamentare della Nato. «Manciulli ha però declinato l'invito» si conclude nella nota.
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