Il Tirreno

«La materna di San Giovanni resta scuola»

di Luigi Cignoni
«La materna di San Giovanni resta scuola»

L’assessore Anselmi smentisce le voci che la volevano trasformata in centro per immigrati. Ma i lavori sono in ritardo

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PORTOFERRAIO. I lavori previsti per l’asilo di San Giovanni, in un primo momento affidati in urgenza, si sono rilevati più impegnativi del solito al punto da rendere necessario l’ “affidamento a evidenza pubblica”.

Provvedimento che l’Amministrazione comunale adotterà non appena avrà approvato il bilancio. Che tradotto in termini temporali significa che il prossimo settembre l’edificio non potrà ospitare i bambini, come al solito.

Lo dice Adonella Anselmi, assessore alla scuola di Portoferraio, dopo le voci ricorrenti e i vari post sui social inerenti alle ipotesi di cambio di destinazione della materna di San Giovanni.

«Non ho mai detto una cosa simile – dice l’assessore - Ho semplicemente affermato che non ci avevo mai pensato prima. Le polemiche e ciò che mi era stato “messo in bocca” mi avevano portato a riflettere sulla possibilità, in futuro, di destinare la scuola ad altri scopi, a esempio “sociali”. Non avessi mai pronunciato questa frase! Eccomi accusata di voler cacciare dall’asilo i poveri bambini, di voler accogliere in una bella struttura “con parquet e ampio parcheggio”profughi e clandestini, di non voler fare gli interessi dei portoferraiesi a favore di altri. Il plesso di San Giovanni è e resterà in futuro come sede della scuola d’infanzia».

Resta tuttavia da considerare dove sistemare temporaneamente i bambini che frequentavano questo plesso nella frazione balneare per tutto il periodo richiesto dall’esecuzione dei lavori di ristrutturazione e ripristino del tetto. La scelta era caduta su Carpani.

«Con i dati alla mano – dice sempre l’assessore - non si può negare che il plesso di Carpani potrebbe ospitare, cosa che ha egregiamente fatto ogni qual volta se ne sia presentato il bisogno, tutte e 4 le sezioni, accorpando due plessi, contenendo le spese, ottimizzando le risorse di un Comune che non è né ricco né privo di criticità (che non sono emerse dal nulla, ma sono il frutto di anni di trascuratezza o di “rattoppi” o di decisioni poco ponderate). Comunque nessuna scelta diversa è mai stata presa in considerazione da questa amministrazione».

Ritornando sul centro accoglienza, Adonella Anselmi così prosegue: «Nessuno ha pensato come ipotesi credibile da parte di questa amministrazione che, già più volte contattata, ha fermamente e categoricamente risposto in maniera negativa sull'accoglienza di extracomunitari e profughi in quanto, seppur nel rispetto delle popolazioni coinvolte da drammi, l' isola, oltre ad essere tale, ha una destinazione altamente turistica che mal si concilia con altre realtà. Di contro – prosegue - è vero che la passata amministrazione ha creato già piccoli centri di accoglienza, addirittura anche quando non richiesto, permettendo l'indecenza di roulotte posteggiate ovunque alle quali è stato apposto il numero civico, poi data la residenza agli occupanti ed, infine, assegnata la casa comunale. Comunque, la mia era solo una riflessione, peraltro ironica, che ha gettato nello “sconforto” proprio coloro che si ergono a paladini del buonismo, dei più deboli, degli ultimi (e ne hanno dato prova con le case popolari, in questi anni), ma che alla prima occasione si sono irrigiditi su posizioni intransigenti».

«Anzi, era una provocazione - conclude - che non avrà riscontro nella realtà: ciò che dovevo dire l’ho ribadito parecchio tempo fa. I lavori, che la politica e la gente vorrebbero fossero fatti velocemente e la burocrazia rallenta in maniera inesorabile, saranno portati avanti e la scuola finalmente riaprirà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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