Sicurezza
Si rompe serbatoio, sversamento di gasolio
Allarme all'ospedale, ma le analisi dell'Asl escludono problemi alla falda
PIOMBINO Migliaia di litri di gasolio fuoriusciti dai serbatoi di Villamarina, alla fine della scorsa settimana. E i residenti nelle palazzine più a ridosso dell’ospedale, che sono stati i primi a dare l’allarme, restano preoccupati per lo stato delle falde idriche e per i danni all’ambiente che ne possono derivare, anche a lunga distanza. La segnalazione proprio dalle palazzine confinanti, a fine luglio.
Da qualche giorno i residenti avvertivano “uno strano odore” che, tra l’altro, sembra che qualcuno lo abbia sentito anche sulla spiaggia di Salivoli (dove quest'anno sembra proprio non esserci pace). Poi, annaffiando le piante con acqua dai pozzi privati, c’è chi si è trovato “le mani unte”. Dunque l’acqua è stata raccolta in piccoli recipienti e visionata da esperti; stabilito che c’era gasolio, immediata l’allerta a chi di dovere. «Abbiamo chiamato Arpat, Asl 6, ma anche i pompieri – raccontano gli abitanti – che così, di primo pronto intervento, da un unico pozzo hanno tolto 9mila litri di gasolio... chissà quanti ne sono finiti sotto terra!».
A spiegare cos’è accaduto Riccardo Casula, direttore dell’unità operativa nuove opere Asl 6: «La perdita di gasolio – dice – veniva dal serbatoio a monte del pozzo della villetta che è stato subito svuotato, in sicurezza, insieme a un altro simile. C’è un terzo serbatoio, mantenuto in opera perché serve al gruppo elettrogeno, ma è nuovo, esterno ed ha un bacino di contenimento. Originariamente – spiega Casula – il gasolio serviva per riscaldare l’ospedale in inverno; poi sono state fatte modifiche e l’impianto ora funziona a metano. Queste riserve venivano conservate per eventuali emergenze. E naturalmente il gasolio è stato adeguatamente smaltito».
Possibile una qualche forma di inquinamento? «Stiamo monitorando l’area insieme all’Arpat – risponde Casula – e siamo in attesa delle analisi. La perdita è rimasta superficiale, alle falde da irrigazione. Niente da temere per l’acqua potabile». Comunque sulle spine gli abitanti, che si chiedono quanto «sarà possibile investire per eventuali, necessarie bonifiche».
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