Gioco
Una ventina di senzatetto nel casolare fantasma
In parte nascosto dalla vegetazione ma ben conosciuto da chi abita nella zona Un residente: «I carabinieri conoscono la situazione ma possono farci poco»
PIOMBINO. «Vieni, c’è una strada nel bosco», cantava Claudio Villa. C’è anche a Piombino, ma non porta a «un nido semplice come sogna il tuo cuor», bensì a una casa abbandonata, diventata ricovero di senzatetto che vivono in un contesto abitativo surreale, ben oltre il semplice degrado.
Il casolare, incastonato tra i palazzi di Montemazzano in fondo a via Sardegna, dietro il supermercato Penny, nell’area di via Gorgona e via Ponza, è nascosto dalla vegetazione, ma sono già diversi anni che i residenti e le attività del piccolo centro commerciale hanno iniziato a conoscere questa realtà.
«È sotto gli occhi di tutti ormai da qualche anno la presenza di queste persone – afferma un residente della zona che preferisce restare anonimo – Fino a poco tempo fa venivano anche al centro commerciale a chiedere l’elemosina, adesso no, ma è chiaro a tutti il disagio. Le testimonianze sono tantissime; abbiamo chiamato molte volte i carabinieri, fatto esposti per persone che danno fastidio nell’area, rumori molesti. Addirittura spesso bevono talmente tanto da addormentarsi, se non finire in coma etilico, per terra».
«I carabinieri conoscono la situazione – prosegue il residente – Possono però farci poco, perché pare che la casa sia all’interno di un terreno per il quale è in atto un contenzioso. I dettagli non li sappiamo; certo è che la voce di un posto simile dove venire a stare si è sparsa in giro e le persone che vi abitano o comunque vi gravitano attorno sono arrivate a toccare la ventina».
Oltrepassando la fitta vegetazione che nasconde il casolare allo sguardo della strada principale, si arriva a un edificio a due piani (pianterreno e primo piano) fatiscente.
Il peggio si mostra tuttavia avvicinandosi all’abitazione: superando la zona toilette, corredata da fazzoletti, depliant, ritagli di giornale, la parte esterna vede un materasso e alcune coperte di vecchissima memoria immersi in rifiuti di ogni genere: ombrelloni da mare, scatole, bottiglie e altro ancora.
Entrando nel casolare, che troviamo al momento vuoto, lo scenario è persino peggiore, considerando che lì dentro ci vivono indubbiamente delle persone. Realtà evidente da alcuni piatti su un tavolino contenenti resti di cibo.
Lì accanto, una poltrona e una sorta di lettino da mare dovrebbero rappresentare il letto di qualcuno (con tanto di scarpe da ginnastica lasciate a terra), mentre alcune stanze sono invase da rottami vari, scatole, porte staccate, mobili rotti e montagne di abiti sporchi e vecchi. Addirittura, al posto delle porte mancanti delle stanze, sono stati appesi dei plaid a mo’ di separé per preservare in qualche modo la privacy degli “inquilini”.
«Nonostante gli esposti ai carabinieri da parte degli abitanti della zona, di fatto non succede nulla – spiega il residente – Ci sentiamo cittadini di una parte un po’ dimenticata di Piombino».
L’assessore alle politiche sociali, interpellata sulla questione, ammette di non essere a conoscenza del problema: «Non ho ricevuto segnalazioni in proposito – afferma Margherita Di Giorgi – Ovviamente mi attiverò nell’immediato con gli uffici competenti per verificare la problematica e vedere se e come, considerando la natura del terreno, il Comune potrà intervenire».
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