Sicurezza
Per l’Elba 18 milioni di bottiglie d’acqua
Si toccano le cifre della torrida estate 2003. Presi d’assalto i supermercati. Vola anche il prodotto di Poggio
PORTOFERRAIO. Diciotto milioni di bottiglie di acqua minerale. Un piccolo ma continuo fiume per calmare la grande sete dell’Elba, in questa torrida estate. Una continua richiesta che viene esaudita in parte da Elba Bevande di Concia di Terra, azienda leader nella distribuzione sull’intero territorio insulare e in parte dai grandi magazzini che hanno fornitori autonomi e dove è maggiore il consumo e il prelievo da parte della clientela. Bottiglie di plastica da tre quarti, un litro, un litro e mezzo, ma anche da due litri che non hanno appena il tempo di essere messe sugli scaffali che finiscono sulle tavole e nei frigoriferi.
« Per avere un metro di paragone con quello che sta attualmente succedendo – ci dice Angelo Cortesi, referente e responsabile insieme con altri componenti la famiglia dell'azienda di distribuzione – bisogna risalire all’estate 2003, quando pressappoco si verificarono le stesse condizioni climatiche di adesso». E parliamo solo di acqua. Sono escluse le bevande quali Coca Cola, thé, birra e altri articoli del genere. Insomma un canale sotterraneo attraversa il mare per placare la grande sete elbana; o se si preferisce un serpentone di tir di varia provenienza che scaricano i loro prodotti nei punti vendita dell'Isola. «Noi prevalentemente serviamo le aziende – continua ancora Cortesi – e il nostro fatturato non raggiunge mai i vertici che invece toccano i grandi supermercati. Lì c’è il più grande e importante smercio». Parlando di acqua distribuita da Elba Bevande siamo attorno ai valori che oscillano tra i sei e gli otto milioni di bottiglie. Il grosso, cioè a dire il restante dieci milioni, deve essere messo nel computo ai supermercati.
«Qui le famiglie – dice il responsabile del capannone di Concia di Terra – hanno l’opportunità di prendere prodotti a miglior prezzo, grazie anche agli sconti che i diversi negozi praticano di volta in volta».
Stagione importante anche per lo stabilimento d’imbottigliamento della fonte “Napoleone” a Poggio. “Per quanto ci riguarda – dice Fabrizio Galeazzi, responsabile dell’impianto pogginco – abbiamo messo in commercio un milione di bottiglie della nostra acqua che sgorga dal monte Capanne». La fonte Napoleone serve principalmente i ristoranti, alcuni alberghi e hotel dell'Isola. «Ma non tutti – puntualizza – Il nostro obiettivo è quello di estendere il nostro mercato a tutte le varie aziende elbane che operano nel settore turismo. Ci sono certi alberghi che non possono prendere il nostro prodotto a causa della mancanza di spazio». Lo stabilimento, però, lavora con il vetro. Che per il momento è visto come limite.
«Vetro a rendere – aggiunge ancora Galeazzi – e questo un po’ ci condiziona nelle nostre potenzialità». Non nasconde di avere dei progetti in proposito.
«Stiamo valutando, insieme coi vertici dell’azienda, di impiegare anche noi la plastica. Con questo genere di materiale si aprirebbero nuove potenzialità di sviluppo». Attualmente impiegati nello stabilimento di Poggio, che è proprio quello, dove la tradizione vuole che sia fermato a dissetarsi nientemeno che l'Imperatore francese durante il campo estivo alla Madonna del Monte e, considerato che qui ebbe l'incontro con l'amante Maria Waleska, la tradizione popolare ha attribuito all'acqua poteri afrodisiaci, dicevamo che lavorano nello stabilimento di Poggio sei operai, compresi quelli addetti alla distribuzione. «Niente toglie – conclude Galeazzi – che ci siano maggiori probabilità per i nostri giovani». Tutto questo, grazie alla grande sete dell’estate 2015.
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