Il dolore
Non c’è pace a Suvereto tra Parodi e i Democratici
L’ultima polemica è scoppiata per lo stand dell’Anpi alla Festa dell’Unità Il sindaco: «Essere partigiani è scegliere». Il Pd: «La sua è un’ossessione»
SUVERETO. A Suvereto sembra di assistere alla classica battaglia finale senza esclusione di colpi fra il sindaco Giuliano Parodi e la lista civica che lo sostiene (Assemblea popolare) contro il Pd, locale e non.
E’ opinione molto ricorrente che si sia instaurato un clima che non ha riscontro nei settant’anni dal dopoguerra, spesso non sui problemi locali, anche se l’esempio di dialogo nella politica nazionale non è certo del tutto edificante.
L’ultima occasione è stata la presenza di uno stand dell’Anpi (l’associazione nazionale dei partigiani) alla Festa dell’Unità.
La polemica è esplosa sui social network sulla scia di altre polemiche al vetriolo, quando Parodi ha affermato, tra l’altro, rivolgendosi all’Anpi: «Mi meraviglio che chi difende la Costituzione divida lo spazio con il partito che in questo momento sta modificando pesantemente la nostra carta. Essere partigiani, come diceva Gramsci, è scegliere da che parte stare, evitando di stare coi frati e zappare l’orto...».
Il Pd non ha fatto attendere una dura risposta in un comunicato ufficiale: «Il sindaco di Suvereto si fa una domanda che si commenta da sola! Molto probabilmente gli rode non poco che alla nostra Festa delll’Unità quest’anno sia presente uno stand ben curato dall’Anpi di Suvereto che, tra l’altro, in quello spazio ha organizzato una stupenda serata dedicata al libro su Norma Parenti, la giovane partigiana alla quale è intitolato il nostro Circolo. Già questo – prosegue il Pd - dovrebbe bastare a dirimere gli amletici dubbi di un Parodi sempre e comunque pronto a sparare sul Pd, la sua unica e vera ossessione. Ma anche questa volta si tratta di un colpo a vuoto, l’ennesima “padella” in gergo venatorio, di un sindaco che, pervaso da uno spirito di onnipotenza, non perde occasione per cercare di denigrare i suoi avversari, per lui nemici, spargendo odio come mai si era verificato nella recente storia del nostro civile paese».
«Prima di porsi simili insulse domande - aggiunge il Pd - sarebbe bene che tale personaggio pensasse innanzi tutto ad amministrare in maniera consona e meno sfrontata l’intera comunità e quindi a utilizzare il tempo che gli resta a disposizione dando una ripassatina a quel periodo di storia che ha visto il nostro partito in prima fila nella lotta contro il nazifascismo».
Poi il Pd ironizza sulle origini della lista civica “paladina della sinistra vera” e dei partigiani: «Si chieda il sindaco, una volta per tutte, come possano far parte del gruppo che lo sostiene elementi dichiaratamente di destra, che nulla hanno a che vedere con i principi della libertà, dell’uguaglianza e della democrazia che hanno ispirato la Resistenza».
Lapidaria la replica di Parodi: «Un documento farneticante che contiene offese alle istituzioni».(m.p.)
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