Sicurezza
Sequestri in tre bagnetti a Lacona
Gli stabilimenti si erano allargati troppo, ben oltre le concessioni demaniali
LACONA. Tre stabilimenti balneari si erano allargati un po' troppo. E la Capitaneria, dopo i controlli, ha sequestrato le aree e anche le attrezzature che c'erano sopra. Continua l’impegno del personale della Capitaneria di porto di Portoferraio, agli ordini del capitano di fregata Emilio Casale, per la salvaguardia dei beni demaniali e dell’ambiente costiero. Nei giorni scorsi i militari della Guardia Costiera hanno infatti proceduto ad effettuare verifiche e sopralluoghi lungo i litorali elbani maggiormente frequentati, focalizzando l’attenzione sugli stabilimenti balneari per verificare il rispetto delle regole. Gli ultimi controlli hanno riguardato, in particolare, la località di Lacona, dove si è proceduto alla verifica di tutte le attività balneari ed in particolar modo degli stabilimenti balneari, scoprendo che ben tre di questi occupavano abusivamente una ampia superficie di demanio marittimo pari a complessivi 600 mq circa, superiore rispetto a quelle concesse nelle relative concessioni.
Per questo i militari della Capitaneria di Porto, hanno proceduto alla denuncia di tre persone per occupazione abusiva di spazio demaniale marittimo ed impedimento di uso pubblico. Al tempo stesso la Capitaneria ha sequestrato 156 ombrelloni e lettini da mare rinvenuti in tale area.
Nell’occasione sono state accertate nei confronti di altrettanti gestori di attività balneari anche numerose carenze alle dotazioni di sicurezza previste dall'ordinanza di sicurezza balneare, per le quali anche in questo caso, sono state elevate sanzioni amministrative per oltre seimila euro.
Nel complesso, in questa estate, l'attiviià della Capitaneria ha portato alla denuncia di 20 persone per occupazione abusiva di pubblico demanio marittimo e all sequestro di oltre 300 attrezzature balneari, per un valore di decine di migliaia di euro, collocate abusivamente sulle spiagge libere, sottraendo aree di pubblico demanio marittimo destinate al pubblico uso per complessivi 1500 mq. Sono state fatte anche multe per oltre 20.000 euro per inosservanza di norme sui beni pubblici.
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