Il dolore
La Sardegna sbarca all’Elba
Oggi e domani tornano le due giornate dedicate alla tradizione dell’isola dei quattro mori
PORTOFERRAIO. Folklore, tradizione, usi e costumi della vicina Sardegna sbarcano oggi a Portoferraio per le due “Giornate della Sardegna”. Oltre ai costumi di Illorai, le maschere del carnevale tradizionale sardo, “Sa mamma e su Nie” e i Tenores di Illorai saranno le protagoniste dell’ottava edizione. Ancora una volta l’associazione culturale sarda “Bruno Cucca”, a cui si deve la manifestazione organizzata con il contributo e il supporto del Comune di Portoferraio e il patrocinio della Regione Sardegna e della Federazione delle Associazioni Sarde in Italia (Fasi), inonderà il centro storico del capoluogo con suoni, danze, costumi e tradizioni di una terra che affascina per lo straordinario patrimonio di cultura, storia e folclore. Quest’anno sarà il gruppo folkloristico di un piccolo centro del sassarese intessuto di storia millenaria (Illorai fa parte dei nove paesi del Goceano) a sventolare la bandiera dei quattro mori all’Elba. Lo faranno con i passi del balletto tradizionale, accompagnati dalle sonorità dell’organetto diatonico, e con il timbro unico e originale del canto a tenore, riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’Unesco. “Sa mamma e su Nie”, che prende il nome da un santuario dedicato alla Madonna della Neve, si esibirà con una formazione di sette coppie. Donne e uomini indosseranno abiti originali e riproduzioni fedeli di modelli antichi del costume sardo.
Oggi intorno a piazza della Repubblica, base logistica della “Bruno Cucca” con gli stand enogastronomici per la degustazione delle tipicità della cucina sarda, dalle 18 in poi “Sos Boes e Merdules” di Ottana, “Sos Thurpos” di Orotelli, “Sos Bundhos” di Oruni e “Sos Mamutzones de Samugheo” si muoveranno al ritmo suggestivo di danze e rituali legati al rapporto uomo-animali e uomo-natura. «Ognuna di queste maschere rappresenta uno spaccato di una realtà culturale e di una tradizione folcloristica che nelle zone più interne della Sardegna sono ancora vive e nel periodo che precede le Ceneri e la Quaresima coinvolgono i centri minori in vere e proprie rappresentazioni di paese - spiega Patrizia Cucca, presidente della “Bruno Cucca” - dietro ogni maschera c’è una storia che si esprime attraverso gesti propiziatori e ritualità piene di significati, un universo di abitudini, usi e consuetudini raccontato anche attraverso le vesti, le pelli, i campanacci e le maschere indossate, autentici capolavori di artigianato locale».
Non mancheranno le proposte culinarie. Come nelle precedenti sette edizioni, le Giornate della Sardegna 2015 offriranno a residenti e turisti la possibilità di assaporare i piatti della cucina tradizionale sarda e di accompagnarli con un bicchiere di Cannonau di Ierzu o birra Ichnusa. Oggi e domani dalle 19, in piazza della Repubblica sarà possibile sedersi a tavolino e gustare primi e secondi piatti e un dolce. Il menu della due giorni offre malloreddus al sugo di cinghiale e pennette alla Bottarga di Oristano per quanto riguarda i primi e maialetto allo spiedo cotto al fuoco lento della legna, pecora bollita e maiale alla Vernaccia per i secondi. A grande richiesta, anche quest’anno saranno riproposte le sebadas, servite secondo tradizione: con un filo di miele profumato.
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