Sicurezza
Quattro famiglie senz’acqua
Oltre 12mila euro di debito, Asa interrompe l’erogazione
PIOMBINO. La cassa integrazione ti guarda in faccia. Devi fare delle scelte. Ci sono il mutuo, l’affitto o entrambi. Ci sono le spese per mandare i figli a scuola. Quelle per mangiare, per mettere in tavola qualcosa. E allora cominci a non pagare qualcosa. Tipo l’acqua. Perché magari hai letto qualche giornale e pensi che no, non te la sospenderanno mai l’erogazione dell’acqua. E invece no.
Da ieri mattina Asa ha chiuso i rubinetti a quattro famiglie in un condominio del Cotone. Il motivo? Non pagano da anni. In quattro, hanno accumulato un debito di oltre dodicimila euro.
«Pensavamo che fosse un guasto - dice uno dei morosi, chiedendo di restare anonimo - e quindi ho chiamato il numero verde di Asa. L’azienda ha inviato una squadra di tecnici, i quali non hanno potuto fare altro che constatare il distacco per morosità. E così da oggi siamo senz’acqua. Io, mia moglie e i nostri due figli. Gli altri condomini morosi? Due sono cassintegrati ex Lucchini come me. Il quarto ha perso il lavoro. La situazione è questa».
E la situazione sarà la stessa per altre famiglie del Cotone, dove sono previsti nuovi distacchi.
Sulla vicenda interviene Mario Gottini del M5s: «Giunge notizia di quattro famiglie abitanti in un quartiere operaio di Piombino private dell’utenza idrica, a causa di morosità. I loro redditi, a quanto risulta, erano costituiti da stipendi della fabbrica: oggi hanno perso il lavoro o sono in cassa integrazione. Il fenomeno è solo l’apice di un iceberg che, con la prolungata crisi che il territorio sta vivendo, si estende per l’intera città. Il M5s di Piombino ribadisce che il quantitativo minimo vitale di acqua (che l’Onu individua in 50 litri giornalieri a persona) deve essere garantito. Prevedendo, semmai, forme alternative di contrasto alla morosità (ad esempio installando riduttori di flusso). Chiediamo quindi al sindaco di Piombino, nella sua veste di garante della salute pubblica e dell’igiene, di farsi promotore di un’azione volta a riallacciare urgentemente tali utenze irresponsabilmente private di un bene indispensabile alla sopravvivenza».
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