Il Tirreno

«L’ex Carsal è diventata una zona franca»

«L’ex Carsal è diventata una zona franca»

Il M5S riprende il tema del degrado e della scarsità dei controlli nella struttura di via Gori

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PIOMBINO. «L’Ex Carsal è diventata zona franca». Lo sostiene il Movimento cinque stelle ricordando le origini della struttura di via Gori, nata come un centro diurno pubblico, in via Gori, destinato alla socializzazione di persone con disabilità gravi. Per oltre trent’anni, un supporto vitale per tante famiglie. «Nel 2013 - ricordano i Cinque stelle - l'Asl e il Comune hanno deciso di trasferire il servizio a Venturina, limitando di fatto la capacità di molte famiglie di usufruire del servizio. Dopo il crollo dei solai nella palazzina di via della Repubblica, si è scelto di adibire la struttura a prima accoglienza. Da allora è stata lasciata in stato di totale abbandono, le presenze ufficialmente alloggiate all'interno sono aumentate fino alla saturazione, ma senza un conseguente accurato controllo e mantenimento del decoro. Già a gennaio - prosegue la nota - ci eravamo occupati dello stato di incuria della struttura, erba alta e cumuli di rifiuti facevano da ornamento al giardino interno e porte ed infissi sono per la maggior parte divelti».

Insomma, «una situazione di degrado lesiva in primis della dignità delle persone alloggiate. Oltretutto i cittadini di via Gori lamentano da tempo un alternarsi di frequentazioni nella struttura senza che vi sia un costante monitoraggio da parte di tutte le autorità competenti. Tant'è che nella notte del 26 luglio i residenti nella via sono stati costretti a registrare l'ennesimo episodio di violenza (tre in un breve periodo). Alcuni cittadini sono stati svegliati dalle urla di una donna, percossa da un uomo mentre teneva in braccio un bambino. I residenti hanno chiesto l’intervento dei carabinieri».

Per i Cinque stelle, la struttura ormai è diventata un porto franco, continuamente persone non identificate si alternano avvalendosi della scarsità di controllo. «Con l'aggravarsi del disagio sociale l'emergenza abitativa sta diventando un tema da mettere primo posto. Da tempo denunciamo la mancanza di una vera struttura di prima accoglienza, dove gli ospiti siano monitorati costantemente da Asl e dagli uffici del Sociale, dove si possa costruire un percorso per il ritorno all'autonomia abitativa delle persone in momentanea difficoltà senza ghettizzare gli ospiti come accade ora. Oggi il fenomeno è principalmente ristretto a cittadini extracomunitari, ma il nostro timore è che, complice l'aggravarsi della crisi e con il sempre maggiore numero di lavoratori in Cig, presto il fenomeno riguarderà anche i piombinesi. Oltretutto non capiamo come una città di 34 mila abitanti possa privarsi di una struttura come il Carsal che era un valido appoggio per molte famiglie, soprattutto se si considera che al momento della chiusura la struttura ospitava regolarmente 15 persone e l'amministrazione stimò un risparmio di 55.000€ annui. In buona sostanza crediamo che questa situazione di degrado e mancanza di sicurezza non possa essere più ignorata».

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