Sicurezza
Cattivi odori dalla Magona La protesta dei cittadini
Sotto accusa le vasche dell’olio di lubrificazione per l’impianto tandem L’assessore incontra azienda e Arpat per conoscere le cause e intervenire
PIOMBINO. Stare in casa, e a finestre chiuse, non è il massimo, di questi tempi. Aprirle, però, non si può. Perchè le stanze si riempirebbero di un odore nauseante. E persistente.
Accade in via Landi, via Grosseto, via Lucca e nelle zone adiacenti. Altre segnalazioni arrivano da parti diverse della città.
A mettere nero su bianco una richiesta d’intervento, sono stati alcuni residenti negli appartamenti della fascia urbana più vicina alla (ex) Magona. Oltre ad evidenziare il disagio pesante con cui sono costretti a convivere per il cattivo odore, i firmatari della lettera mettono nel conto anche il problema della forte rumorosità.
Alcuni si sono rivolti al capogruppo del Movimento Cinque stelle, Daniele Pasquinelli, che li ha accompagnati dall’assessore all’Ambiente, Marco Chiarei. L’obiettivo era quello di coinvolgere direttamente l’amministrazione comunale nella risoluzione di un problema serio. E, a giudicare dalle segnalazioni che fioccano sui socal, piuttosto diffuso.
«Una delle ipotesi più realistiche espresse dai residenti - spiega Pasquinelli - è che a provocare il cattivo odore sia il tandem, in Arcelor Mittal. Il disagio si è riprodotto con grande frequenza dopo la ripresa della marcia dell’impianto. Immediatamente al suo esterno ci sono delle vasche contenenti olio minerale utilizzato per la sua lubrificazione. Quando il tandem è in funzione, l’olio si riscalda ed inizia ad esalare. Quindi, i miasmi prendono varie direzioni a seconda del vento».
Resta il fatto che con 40 gradi e le finestre serrate non è un bel vivere. Specialmente per bambini e anziani. Da sondare anche gli effetti sulla salute.
Se gli approfondimenti confermassero quella causa, la risoluzione potrebbe risultare nè troppo complicata, nè eccessivamente onerosa. Copertura delle vasche e impianto di captazione.
Prima di tutto, però, serve la certezza dell’origine. Per questo l’assessore Chiarei ha coinvolto Arpat e la direzione dello stabilimento, guidato dall’ingegner Leandro Nannipieri, che ha mostrato disponibilità.
«Abbiamo avuto i primi contatti. Tra un paio di giorni incontreremo l’azienda. Penso che a inizio settimana dovremmo avere delle risposte sull’individuazione della causa. O delle cause, viste le segnalazioni che arrivano da parti diverse della città», spiega l’assessore.
Resta il fatto che, oltre ad intervenire per superare i disagi subìti dai cittadini, sono da tenere presenti le previsioni urbanistiche per quell’area.
Il trasferimento di Unicoop, il centro commerciale, l’arretramento dei binari per recuperare spazi alla collettività, mal si coniugherebbero con quell’odore acre e persistente.
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