Il Tirreno

l’attacco del m5s

«Verrà premiato o pagherà chi ha ridotto l’Asiu così?»

PIOMBINO. «Verrà premiato chi è stato l’artefice degli insuccessi della gestione Asiu in termini di trattamento rifiuti, spreco risorse pubbliche, spericolato utilizzo fondi europei e comunali,...

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PIOMBINO. «Verrà premiato chi è stato l’artefice degli insuccessi della gestione Asiu in termini di trattamento rifiuti, spreco risorse pubbliche, spericolato utilizzo fondi europei e comunali, oppure verranno richiesti opportuni risarcimenti, economici e politici? E a Piombino quale assunzione di responsabilità verrà chiesta all'assessore (già pesantemente screditato per l'attività svolta sugli altri temi assegnatigli)?». Lo chiedono al termine di una lunga nota i consiglieri del M5s, per i quali «con il cambio al vertice di Asiu vengono riproposte ricette del passato senza dare chiarezza né sugli aspetti finanziari legati a un abisso debitorio, né sul futuro dei lavoratori coinvolti nel passaggio a Sei Toscana dei servizi di spazzamento, né sugli impianti in forza ad Asiu stessa. L'area industriale di Piombino è stata per decenni sede di stoccaggio abusivo di scarti delle lavorazioni industriali. Già nel 1994 uno studio Arpat indicava in 7 metri il rialzo dal piano di campagna realizzato utilizzando questi scarti. Del resto il conto è presto fatto: per ogni tonnellata di acciao prodotta con il sistema dell'Afo, si produceva mezza tonnellata di scarti. Andate a rivedere i quantitativi di acciaio prodotto negli anni dallo stabilimento di Piombino, calcolate gli scarti prodotti e poi provate a sottrarre la quantità conferita ad Asiu negli stessi anni. Vedrete che, per quanto si parli di quantitativi enormi, si tratta di cifre irrisorie rispetto a quanto effettivamente prodotto e presumibilmente stoccato nell'area industriale».

«Il paradosso - prosegue il M5s - è che perfino i rifiuti speciali conferiti ad Asiu non sono stati trattati per produrre conglomix (il cui iter autorizzativo è rimasto fermo per 10 anni), ma sono stati direttamente messi in discarica, provocandone il precoce esaurimento: con enorme danno per il territorio e la spudorata richiesta di andare urgentemente alla creazione di una nuova. Inoltre nessuno sembra volersi accorgere nella montagna di amianto, derivante dalle demolizioni, che dovrà essere inertizzato e smaltito».

«Anche Aferpi - aggiunge il M5s - deve sapere che non potrà produrre senza dotarsi di un progetto di recupero della materia. La politica deve riuscire a recuperate le risorse necessarie a intervenire sullo stoccaggio storico delle stesse (facendo pagare i responsabili e, comunque, facendosi carico del periodo di produzione statale). Evidentemente questa questione chiama in causa Asiu, Tap e il conglomix».

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