Il Tirreno

Parchi e giardini sporchi e nel degrado

Francesca Lenzi
Il parco di via Silvestro Lega a Salivoli (foto PaBar)
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Il parco di via Silvestro Lega a Salivoli (foto PaBar)

Poche le aree verdi in città in buone condizioni

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PIOMBINO. Se basta un pezzetto di terra bruciata dal sole sul quale piantare un paio di giochi malandati per parlare di “parco”, allora a Piombino se ne contano più di dieci. Se invece alla parola viene data la connotazione di area verde nella quale il cittadino può trovare svago in contatto con la natura, il numero scende considerevolmente.

Sull’enciclopedia Treccani al termine “parco” troviamo: «Ampio tratto di terreno, generalmente boscoso e spesso recintato, destinato a usi particolari, oppure terreno di una certa estensione piantato ad alberi ornamentali, con vaste zone a prato o a giardino, destinato a svago e passeggio».

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La terza puntata del nostro servizio su pulizia e degrado in città ha come protagonisti per l’appunto i parchi piombinesi, oggetto già oltre un anno fa di un altro articolo (uscito sul Tirreno il 25 giugno 2014) che ne aveva evidenziato le criticità, in gran parte valide anche oggi.

Una premessa da fare: in questo caso la sporcizia, che in alcuni contesti è comunque presente, passa in secondo piano di fronte al senso di abbandono e degrado di quelli che spesso non sono parchi ma semplici brandelli di terra privi di attrazione.

Partiamo all’ora di pranzo di lunedì 27 luglio da una delle aree più grandi della città: il parco 8 Marzo in generale non è sporchissimo. Mostra qualche cartaccia, soprattutto in prossimità dei giochi per bambini, e un curioso cartone vuoto di vino, ma l’impatto immediato non è dei peggiori. Andando a guardare con attenzione emergono però i problemi: alcuni giochi sono vecchi e malandati, alcuni sporchi di guano. Le mattonelle di materiale morbido, posizionate per attutire le eventuali cadute dei più piccoli, ormai infossate, hanno visto giorni migliori. Poco più in là, a un pino è andata pure peggio: un ramo dell’albero è troncato e penzola pericolante sopra il terreno.

Ai giardini Silvestro Lega a Salivoli lo scenario rispetto all’anno scorso è tale e quale: tavolette di gomma posizionate in modo precario sotto lo scivolo, giochi malconci, una buca abbastanza profonda e potenzialmente pericolosa. Ad aggravare il quadro anche in questo caso un albero con rami spezzati che ciondolano ad altezza terreno.

Decisamente migliore l’aspetto del parco Caduti nei lager nazifascisti, sempre sul lungomare Marconi. Qui il panorama è decoroso, l’erba tagliata di fresco, l’ambiente pulito e i giochi in ordine. L’unica nota stonata: due piccoli scivoli di cemento per disabili e passeggini tra il sentiero e l’area verde che si sono staccati. Sostanzialmente pulito anche il campino improvvisato da calcetto in via de Sanctis che, al di là del sole cocente, svolge bene il proprio compito di svago.

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Rinfrescante la pinetina in viale Michelangelo, anche se la mancanza di barriere in cima alla strada, combinata con il forte dislivello del terreno, potrebbe creare rischi di caduta soprattutto in orario notturno.

Sporco invece il parco del Perticale. Cartacce, bottiglie di plastica, sigarette e relativi pacchetti vuoti, sono presenti soprattutto intorno ai tavolini di legno e ai giochi per bambini, nonostante i cestini. Alcuni giochi poi sono malconci, come una paperella con la molla che risulta malferma.

Passando in via Don Minzoni, sono due i giardini: quello più nuovo sul lato sinistro è piccolo e con pochi giochi, ma almeno pulito e ordinato, salvo per le cicche buttate a terra e per un ricordino di cane all’ingresso del parco. L’altro, sul lato destro, è quello del famoso cavallo, ormai anche lui l’ombra di se stesso. Qui il colpo d’occhio è desolante: i giochi sono vecchi e in parte sporchi, tutt’intorno è sudicio con cartacce e bottiglie; il muro sul lato di via degli Orti è ancora rotto nonostante sia passato più di un anno, rappresentando un pericolo per i visitatori. Una panchina è malconcia, un tavolino di plastica pare legato a un albero, in attesa forse di una partita a carte di qualche affezionato al parco.

Gli unici due parchi piombinesi degni di tale nome sono in piazza della Costituzione e all’Orto dei frati. Qui l’ambiente è ordinato (anche se piazza della Costituzione potrebbe essere pulita da qualche foglia) e i giochi funzionanti. Fa pensare tuttavia il fatto che entrambi siano recintati e chiusi in orario notturno. Lo stesso metodo non è però una valida garanzia ai giardini in via dell’Arsenale, dove l’erba è alta, i giochi malandati, la fontanella sempre rotta.

Scenario poco edificante anche ai giardini sopra le mura in via da Vinci: giochi vecchi con maniglie rotte e molle malferme, tubi scheggiati e pericolosi. In pieno centro e frequentata è piazza Dante. Che sia sporca non è possibile dirlo; sono talmente tante le foglie che coprono ogni cosa che sotto potrebbe esserci pulitissimo o, al contrario, qualsiasi sporcizia.

Per finire in bellezza, anzi in bruttezza, il “giardino” in via Amendola, pezzo di terra bruciata, spettacolo avvilente con un’altalena e due giochi a molla, un cavallino e un pesciolino che sembrano guardarsi con sconforto.

Ultima nota: in tutti i parchi vige il cartello (quanto regolare l’abbiamo già messo in dubbio in un altro servizio, pubblicato dal Tirreno il 30 marzo 2014) di divieto d’ingresso ai cani. Tralasciando opinioni più o meno personali, resta un fatto: a Piombino una mamma che vuol passare un paio d’ore in tranquillità o esce con il bimbo o con il cane. Con tutt’e due non può.

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