Sicurezza
«Basta Vivalda, trasferiteci»
Anche i migranti protestano per l’accoglienza a Suvereto. E il sindaco sollecita il prefetto
SUVERETO. «Vivalda no good. It’s a big problem». Sono le parole di tre ragazzi ospitati alla Vivalda, che domenica scorsa si trovavano nella residenza di prima accoglienza di Campiglia stazione a fare visita a un amico. Ci hanno avvicinato con modi gentili, chiedendo aiuto per trovare una sistemazione migliore. «Vogliamo essere trasferiti qui – ci hanno detto indicando i 5 Lecci, e parlando un misto di francese e inglese -, alla Vivalda le cose non vanno». Pare siano arrivati da Suvereto percorrendo a piedi decine di chilometri fino a Venturina, sotto un caldissimo sole. Hanno indosso pantaloni, magliette e infradito, «gli unici vestiti che ci hanno dato, nemmeno le scarpe ci comprano» fanno capire. E hanno cominciato a sfogarsi. «Lì non ci troviamo bene, non ci fanno fare nulla, solo mangiare e dormire. Non ci vanno a prendere le medicine di cui abbiamo bisogno, non ci sono attività, neanche il corso d’italiano facciamo più perché il maestro che c’era non veniva pagato ed è andato via». Accuse forti, che vanno a unirsi a quanto già denunciato dal sindaco Parodi circa le mancanze nella gestione del progetto di accoglienza alla Vivalda coordinato dalla Xenia, e a cui il presidente Mauro Andreini ha più volte replicato garantendo che la struttura funzione bene. Ma i tre ragazzi appaiono molto preoccupati. «Ci sentiamo abbandonati e viviamo isolati. La Vivalda è lontana dal centro – dalla city, come la chiamano -, e non abbiamo mezzi, magari delle biciclette, per spostarci. Per questo vogliamo venire qui (ai 5 Lecci), ci sono persone che si occupano di tutto, visite mediche, c’è il corso d’italiano, il paese è vicino». «Mauro Andreini e il suo entourage no good» ripetono. Nei prossimi giorni alla Vivalda è attesa la visita del prefetto Tiziana Costantino, che d’accordo con il sindaco effettuerà un sopralluogo per verificare il rispetto della convenzione firmata con Xenia e messa in discussione da più parti. Tra le carenze segnalate, la mancanza di un organigramma reale dei collaboratori e di un cronoprogramma dettagliato delle attività di alfabetizzazione e integrazione. Nel frattempo Giuliano Parodi ha inviato, notificando un sollecito a prefettura, carabinieri e a Mauro Andreini, la richiesta all’associazione di produrre tutta la documentazione con cui è regolato l’organico che Xenia ha comunicato. «Una decisione – afferma il primo cittadino – presa in seguito alle dichiarazioni rilasciate da Andreini a mezzo stampa, secondo le quali il personale c’è e che è tutto ok. Allora è necessario che fornisca tutti i contratti, attuali o futuri, in modo da sciogliere ogni dubbio». L’amministrazione suveretana si sta attivando anche per avviare progetti di lavori socialmente utili, previsti dal protocollo d’intesa appena firmato tra Comune e prefettura. «Stiamo predisponendo l’apposito capitolo in bilancio per dare una copertura assicurativa ai migranti che vorranno partecipare a questi progetti – ha annunciato Parodi -. Abbiamo già in mente di poterli impegnare nella manutenzione della scuola, ci sono aule che hanno bisogno di essere imbiancate».
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