Attenzione
Ecco come cambieranno le ex Saline
Presentato il progetto che prevede negozi, uffici e un parcheggio multipiano con 5 milioni di investimenti
PORTOFERRAIO. Una superficie che occupa oltre novemila metri quadrati. Ospiterà circa una sessantina di unità abitative fra negozi, uffici pubblici, appartamenti, garage e un parcheggio multipiano per circa 200 posti auto: un vero polmone per l’ospedale civico che si trova a un passo.
Si tratta del nuovo immobile realizzato su quello che rimaneva dell’ex garage Lorenzi prima e poi Acit, in via Carducci, cioè il recupero della superficie acquisita dalla Minerva Costruzioni di Gregorio e Giuseppe Pretelli. E’ il nuovo input che si dà a una superficie diversamente “sfruttata” nel corso dei secoli: salina lorenese prima, industriale poi (qui c’era l’ingresso degli altiforni), per finire con il trasformarsi in garage di pullman di linea.
Comunque sia, l’intervento è destinato a modificare il quartiere. Per realizzarlo è stato necessario un investimento di oltre cinque milioni di euro. L’edificio si sviluppa su tre piani, dotato di torri sui vertici con al centro una piazza e nel sottosuolo un livello di parcheggi pertinenziali per le nuove residenze.
Benché il tutto sia stato realizzato con le più moderne e sofisticate attrezzature, lo stabile strizza l’occhio alla storia della città. Ricorda il passato siderurgico. Come i montanti delle pergole della piazza interna che richiameranno le linee essenziali delle vecchie gru collocate nel primo Novecento sul pontile Hennin per lo scarico e il carico del materiale che serviva gli impianti.
Non solo. Salvaguardata è anche la memoria dell’uso del territorio all’epoca dei Lorena attraverso l’antico muretto da cui iniziava la salina di San Rocco. Ce n’è abbastanza perché il progetto dovesse essere illustrato ai residenti della zona e ai portoferraiesi, visto che cambierà la vita quotidiana del quartiere. Lo ha fatto l’architetto Massimiliano Pardi, alla libreria Stregata di via Carducci, eccezionalmente affollata, avvalendosi della partecipazione di Cecilia Pacini, presidente dell’Italia Nostra dell’arcipelago toscano e di Umberto Gentini, storico locale.
Italia Nostra, attraverso la sua portavoce, ha tenuto a precisare: «Ci era stato detto che il muretto sarebbe stato abbassato a livello della strada, per poter inserire il parcheggio comunale già previsto. Invece il muretto è stato demolito e le lastre originali usate come materiale di recupero per il cordolo del parcheggio e come pietre del muretto di ingresso al complesso residenziale. Per noi rimane il ringraziamento a Pardi per aver almeno recuperato le lastre, nell’ambito di un progetto che ha comunque avuto le autorizzazioni del Comune di Portoferraio e della Soprintendenza di Pisa, e per aver accolto Italia Nostra a redigere un pannello storico culturale e di documentazione fotografica».
«Il muretto – assicura Massimiliano Pardi - verrà riposizionato dove era e dividerà la carreggiata stradale dalla zona a verde che diventerà area pubblica, ceduta al Comune di Portoferraio».
«Sì, ma non sarà quello originale che invece è stato sradicato dal martellone pneumatico» considerano sempre i rappresentanti di Italia Nostra. E l’ultima novità la annuncia lo stesso progettista. «Considerato che ci troviamo a un passo dall’ospedale – dice Massimiliano Pardi – perché non si mette a dimora un albero che porta il nome del neonato?».
Luigi Cignoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google