Il Tirreno

Un piano per i lavoratori in difficoltà

Le proposte emerse nell’assemblea in cui si è fatto il punto su occupazione, ambiente e sicurezza nel polo industriale

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PIOMBINO. Qualcuno l’ha definito «Perticale due» anche se stavolta l’incontro è stato ospitato nel più centrale palazzo Appiani. Dopo l’assemblea pubblica del marzo scorso, al Perticale, appunto, le associazioni Restiamo umani, Lavoro, salute e dignità, Legambiente e «Ruggero Toffolutti» hanno offerto un’altra occasione di confronto. Un nuovo punto della situazione su occupazione, sicurezza, salute e ambiente dopo la nascita di Aferpi.

Anche stavolta l’assemblea è stata molto affollata. Lavoratori (tante le donne) in cassa integrazione o in mobilità, decisamente preoccupati, il commissario dell’Autorità portuale, Luciano Guerrieri, gli assessori Claudio Capuano (sicurezza) e Marco Chiarei (ambiente) e i rappresentanti politici (solo di opposizione, unica eccezione Spirito Libero) hanno accolto l’invito a partecipare. Non Fim, Fiom e Uilm che in un messaggio hanno etichettato l’incontro come «prematuro».

La serata è iniziata con un minuto di raccoglimento per ricordare i morti sul e per lavoro. Quindi, i rappresentanti delle quattro associazioni hanno letto il loro contributo ad un documento distribuito in sala.

Nel documento si ricorda che con l’acquisizione dello stabilimento, non è superata la necessità di una politica industriale e che lo Stato deve comunque dotarsi di strumenti, come fanno altri paesi europei, per governare i territori indirizzando le aziende private. «Se vogliamo che riprenda la produzione di acciaio devono essere create le condizioni. Una politica industriale che leghi le varie parti della siderurgia italiana, almeno le filiere dei vari settori, in cui si individuano degli interessi comuni, con investimenti in ricerca e innovazione, il mercato delle materie prime, l'energia, i servizi agli utilizzatori, sicurezza della qualità, allargamento dei mercati», si spiega nel documento. Che contiene forte preoccupazione per l'ipotesi aziendale di "efficientamento" che può significare maggiore sfruttamento del personale e minore sicurezza. Da qui la richiesta dell'istituzione di un protocollo tra Azienda, Consorzio delle imprese che interverranno, istituzioni (Regione, Comune, Asl, Arpat, Ispettorato del lavoro, Inail ), Rls, sindacati e un soggetto in rappresentanza delle quattro associazioni, per il monitoraggio costante dei lavori di bonifica e di attivazione dei tre blocchi economici annunciati nel piano Cevital (acciaio, agroalimentare e porto). Si sollecita una specifica azione di vigilanza sui tentativi di camuffamento di eventuali infortuni con la malattia.

Il documento ricorda anche le altre aziende locali dal futuro incerto dove si "sopravvive" solo grazie agli ammortizzatori sociali, che non possono essere visti come una soluzione. Da qui, la richiesta di un piano straordinario a sostegno di tutti i lavoratori in difficoltà. A partire dall’avere la disponibilità del proprio Tfr e dalla riduzione delle tasse e delle tariffe, l'applicazione di pagamenti rateizzati a lungo termine per utenze e servizi; l'erogazione sollecita di agevolazioni e lo studio di nuove modalità per rinegoziare scadenze e tassi di interesse per mutui e prestiti, nonché per sospenderne il pagamento delle rate. Auspicata anche la riduzione delle tasse e del trasporto scolastici. Tutti elementi apprezzati dai lavoratori e da Minoranza sindacale.

Infine, alle istituzioni è stata proposta la convocazione di un consiglio comunale aperto in forma congiunta con gli altri consigli della Val di Cornia nel quale possa essere illustrato il documento.

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