Gioco
Piano, sono in aumento i movimenti del suolo
Fenomeno in intensificazione con un abbassamento di 2 centimetri da giugno In corso studi dell’Unifi col controllo emungimenti. Muti: «C’è preoccupazione»
RIO MARINA. Non c'è pace per la periferia di Rio Marina minacciata dai crolli del suolo dal 2008. Un fenomeno in intensificazione rispetto al passato più remoto e ora il suolo in questione registra un abbassamento di 2 cm da giugno. Varie le perplessità, nei mesi scorsi, erano state espresse sugli elevati emungimenti (nel 2014l intorno ai 600 mila mc ) e non a caso ci sono studi in corso col geologo Riccardo Fanti dell’Unifi, specializzato in idrogeologia. Cresce, dunque, preoccupazione anche perché l'interferometro, gestito da Nicola Casagli (sempre dell’Unifi) dà notizie dell’abbassamento in località Il Piano e lo documenta il geo radar che sorveglia l'area a rischio, di circa 12 ettari.
Lo strumento sentinella analizza la zona da più di un anno, su mandato della regione Toscana, con impegnati alcuni dottorandi in geologia. Il Comune controlla stabilmente la situazione. «Stiamo valutando le evoluzioni – commenta il vicesindaco Giovanni Muti – e sappiamo dei movimenti registrati dalle strumentazioni. Siamo preoccupati, ma dobbiamo convivere con questo stato di cose. Gli studi per capire le cause sono in corso». I movimenti del suolo registrati, si riferiscono alla strada provinciale e nelle zone limitrofe densamente abitata e Casagli conferma: «Gli abbassamenti del suolo nella zona “epicentrale” in corrispondenza della strada provinciale continuano al tasso di 1 mm al giorno. Dall’inizio di giugno il terreno si è abbassato di circa 2 cm. Un’anomalia perché nella stagione estiva i tassi di abbassamento sono sempre stati molto bassi. La criticità è elevata. Ma seguiamo costantemente l’evoluazione; ogni giorno viene fatto un sopralluogo e intanto, il mio collega, geologo Riccardo Fanti, ha avviato gli studi richiedendo innanzitutto i dati ad Asa circa gli emungimenti in quella zona». Conferma Fanti: «C'è stato un incontro con i responsabili dell'ente che hanno dato la massima disponibilità a collaborare e fornire i loro dati, per completare lo studio. In corso un’indagine di caratterizzazione idrogeologica, le misure geoelettriche sono cominciate e seguiranno anche quelle microgravimetriche. Il lavoro durerà sei mesi e solo al termine sarà possibile avere delle preliminari indicazioni. L’attività nel complesso abbraccerà un anno, per avere un quadro di dati il più possibile completo sul quale basare le analisi e le sintesi ».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
