Il Tirreno

Rifiuti, un gruppo di cittadini scrive al Prefetto di Livorno

POGGIO. Disagi a catena e dispersione dei rifiuti domestici senza limiti e senza confini, in un contesto in cui non si è creata l’isola ecologica, ecco che cosa ha creato la nuova raccolta...

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POGGIO. Disagi a catena e dispersione dei rifiuti domestici senza limiti e senza confini, in un contesto in cui non si è creata l’isola ecologica, ecco che cosa ha creato la nuova raccolta differenziata che si attua nel comune di Marciana. Questa l’opinione di un gruppo di abitanti marcianesi che ieri hanno inviato al Prefetto e al viceprefetto di Livorno una lettera denunciando lo stato delle cose in materia di raccolta dei resti domestici. «Quello che si è creato – si legge in un passaggio – è stato il risultato di provocare disagi a catena e una grande confusione di comportamenti, nonché una dispersione di spazzatura senza limiti e senza confini, trasformando il territorio isolano in una pattumiera esposta, per di più, a rischi igienico- sanitari. Invece di incanalarsi lungo le corsie spaziali e temporali predisposte dal Comune, quasi la metà dei rifiuti si disperde ai quattro venti a ritmi esponenziali sempre più incontenibili nell’imminenza del boom turistico d’agosto. Cumuli di sacchetti, sacchettini e simili invadono, affliggono, snaturano e danneggiano immagine ed economie degli altri Comuni colti alla sprovvista». I firmatari sperano nella liquidazione dell’esperienza marcianese.

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