Il Tirreno

Rimozioni: i conti non tornano

di Alessandro De Gregorio
Rimozioni: i conti non tornano

Il segretario del Comune dà ragione a Lessi (M5s), convocata per stamani una nuova commissione

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PIOMBINO. Avevano ragione loro, i Cinque stelle. E avevano ragione anche i lettori del Tirreno che si erano lamentati per le stangate dell’accoppiata multa-rimozione auto. Il problema era esploso due anni fa, con il nuovo sistema di spazzamento delle strade e le conseguenti rimozioni dei veicoli lasciati in sosta vietata durante la notte. C’è chi ha pagato anche oltre duecento euro. Il M5s quest’anno a gennaio aveva presentato una mozione. In particolare al consigliere Andrea Lessi i conti proprio non tornavano. Commissione dopo commissione, i suoi dubbi si sono rivelati fondati. Lo ha ammesso anche il segretario generale del Comune, Maria Luisa Massai, con una comunicazione protocollata in questi giorni. E stamani torna a riunirsi la seconda commissione (bilancio, presieduta da Marco Mosci). In questa riunione, si legge in una nota del M5s, «ci verrà presentata una modifica della delibera di giunta da applicare per le tariffe 2015. Rimaniamo in attesa di sapere quali saranno i provvedimenti presi».

Passo indietro. A marzo il M5s relaziona in commissione e si decide di incaricaricare il comandante dei vigili, Angela Galeazzi, di monitorare le fatture rilasciate agli automobilisti dal concessionario del servizio (la ditta Fiaschi) in una settimana a caso del mese di novembre 2014.

Il 28 aprile si riunisce di nuovo la commissione e si esaminano le fatture. «Dal controllo svolto - si legge nella nota diffusa ieri dal M5s - è emerso che le 15 fatture controllate avevano prezzi tutti pari all’importo esatto di 100 euro oppure 130 euro. Il fatto strano è che, a calcoli fatti, l’importo di ogni singola fattura sarebbe dovuto essere ben più basso. Come avevamo già affermato in precedenza, l’importo di alcune fatture da 100 euro sarebbe dovuto essere di 87 euro, con 13 euro di risparmio per il cittadino. Per correttezza va anche detto che alcune fatture invece risultavano avere un importo più basso rispetto a quello dovuto. In quest’ultimo caso molto probabilmente la ditta adibita alla rimozione ha ritenuto di applicare sconti ad alcuni cittadini».

Il M5s non contesta lo sconto ma «il fatto che un cittadino, che dovrebbe pagare 87 euro, ne paghi 100 per la rimozione. Esiste una delibera di giunta con dei prezzi da applicare e una determina dirigenziale dove si riporta che vi deve essere un’applicazione del 10% di sconto sul servizio (aumentato a 15% per l’anno 2015): noi ne richiediamo il semplice rispetto. Il fatto che molti cittadini abbiano pagato più del dovuto è stato riconosciuto dall’intera commissione. Abbiamo anche protocollato una nota, spiegando tutta la situazione, al segretario generale del Comune che ha confermato i nostri calcoli ammettendo che, dopo un apposito controllo svolto dal Comune stesso su nostra sollecitazione, la ditta incaricata alla rimozione forzata non stava applicando le tariffe che avrebbe dovuto. Ricordiamo inoltre che per l’anno 2015 lo sconto da applicare da parte della ditta incaricata alla rimozione è aumentato dal 10% al 15%. Questo significa che, a oggi, un cittadino che subisce una rimozione forzata nei pressi delle vie del centro, oltre alla multa, dovrà pagare circa 80 euro se la vettura a pieno carico ha un peso inferiore alle 1,5 tonnellate e circa 110 euro se ha un peso superiore a 1,5 tonnellate. Visto che fino ad adesso le tariffe applicate erroneamente erano state rispettivamente di 100 e 130 euro si otterrà un risparmio in entrambi i casi di 20 euro per ciascun cittadino».

Ma perché questa differenza di costi? Perché, come scrive anche il segretario generale, la ditta (che ha il deposito in via Ombrone) ha applicato una tariffa forfettaria stimata dal comandante dei vigili in 18 chilometri per tutto il territorio comunale, considerando Baratti e Riotorto come zone più periferiche.

Lo stesso segretario parla di «incongruenze derivanti soprattutto da una non puntuale applicazione dell’indennità chilometrica» e suggerisce tre soluzioni. Per esempio l’apposizione di uno speciale tachimetro al carrattrezzi o l’azzeramento volta per volta del contachilometri. Ma nel primo caso la condizione potrà essere inserita solo nel prossimo bando nel secondo non ci sono sufficienti garanzie di controllo.

La terza soluzione, che sembra già condivisa dalla commissione, è una via di mezzo: ripartire il territorio in zone omogenee, ciascuna con un chilometraggio forfettario.

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