La protesta
Barbetti non ci sta più, Gestione associata sospesa
La furia del sindaco dopo la nascita del gruppo Facebook “Occhio alla Gestione” «Capoliveri andrà per la sua strada». E spunta l’idea della tassa di soggiorno
CAPOLIVERI. Stavolta è intenzionato ad andare fino in fondo. La Gestione associata del turismo così come è andata avanti in questi anni non esiste più: adesso è tecnicamente “congelata”.
Capoliveri si tira fuori e pone, come unica condizione per salvare la tassa di sbarco, la spartizione del gettito tra gli otto Comuni, unico scenario alternativo alla rottura completa. Non si può dire che il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti abbia preso bene la nascita, su Facebook, di “Occhio alla Gestione”, il gruppo che si pone come obiettivo di monitorare l’operato dell’ente che gestisce gli introiti della tassa di sbarco e si occupa della promozione turistica sul territorio elbano. Sono bastate poche ore dalla creazione del gruppo, affinché il sindaco del comune capofila della Gestione associata reagisse in modo durissimo. «Ho visto su Facebook che è stato creato un bel gruppo che si chiama “Occhio alla Gestione” – ha scritto Barbetti su Facebook – Le prime 80 iscrizioni sono sinistre sinistre, tolto qualche addetto ai lavori e qualche gaudente che gode sempre e comunque. Perfetto. Una volta si sopporta, due no. Da questo momento il Comune di Capoliveri sospende ogni atto relativo alla Gestione associata e propone di dividere gli introiti tra tutti i Comuni dell'Elba nelle giuste proporzioni, così come da regolamento. Non è una minaccia ma già da questo preciso momento è un dato di fatto. I distruttori dell'Elba saranno contenti. Buona estate a tutti. Game Over».
La questione dovrà essere necessariamente affrontata in sede di Conferenza dei sindaci: ad oggi la Gestione associata a guida capoliverese gestirà esclusivamente l’ordinario e non produrrà alcun nuovo atto. Si torna, in pratica, agli ultimi giorni del 2014, quando Barbetti minacciò di sciogliere la Gestione associata del turismo, in seguito a una serie di articoli pubblicati su Il Tirreno, riguardanti le spese e l’attività dell’ente. Anche in quel caso il sindaco reagì in modo pesante, poi la sua posizione si ricompose nel corso di una nuova conferenza dei sindaci.
Lo scontro. Il gruppo “Occhio alla Gestione” chiede chiarezza sui meccanismi, progetti e soldi spesi dalla Gestione, lamentando una distanza netta tra l’ente e il territorio su cui lo stesso ente lavora. Troppo, per Barbetti, che non accetta questo tipo di lente di ingrandimento sull’operato dello staff della Gestione. La linea del sindaco, del resto, è completamente diversa, cerchiamo di sintetizzarla: le cifre gestite dallo staff dell’ente (circa 800mila euro se si tolgono i soldi distribuiti alle varie amministrazioni per gli eventi, 70mila per ciascun comune) sono pochi, “noccioline” secondo il sindaco rispetto ai bilanci dei vari Comuni. Barbetti chiarisce inoltre come tutte le spese siano inserite e consultabili sul sito del Comune e che comunicare verso l’esterno non sia un obbligo per la Gestione associata che si occupa di promozione. Le attività dell’ente sono, precisa Barbetti, riscontrabili a consuntivo, alla fine dell’anno. «Vorrei sapere perché non mi chiedete – attacca Barbetti – come spendiamo i soldi per gli investimenti del Comune di Capoliveri, che gestisce una quantità di risorse infinitamente più ingenti e spende 8 milioni all’anno. La verità è che sulla gestione associata ci vorrebbero mangiare tutti, ma io non ci sto più. Queste attività non hanno una logica, se non quella di disturbare chi amministra».
Verso la fine della Gestione. Capoliveri, quindi, non accetta questo tipo di pressione e vuole tirarsi fuori. Come? Andando, dal prossimo anno, a una suddivisione secca delle risorse ottenute con la tassa di sbarco, tramite il superamento dell’accordo raggiunto in conferenza dei sindaci secondo cui i 2/3 del gettito vanno alla promozione sovracomunale e 1/3 ai singoli Comuni (70mila euro a testa). Il gettito dei Comuni, con una ripartizione secca, sarebbe calibrato per un 30% in base alla popolazione residente, il 70% in base alle presenze turistiche (di cui il 60% negli alberghi, il 40% in strutture extra-alberghiere). La nuova realtà finirebbe per penalizzare in modo netto i comuni più piccoli e meno sviluppati dal punto di vista turistico. Il principio di solidarietà tra i vari Comuni andrebbe perso. E se qualcuno non accettasse la linea della ripartizione del gettito della tassa voluto proposto da Capoliveri? Barbetti non intende negoziare e, secondo quanto afferma, ha già pronto un piano B. «Basta che un Comune dica no per sancire la fine della Gestione associata – spiega – se a Capoliveri non sarà dato quanto gli spetta, sarò io a sfasciare la Gestione associata. E a Capoliveri applicheremo una tassa di soggiorno a 30 centesimi di euro a notte. I dipendenti del Comune stanno festeggiando per il mio annuncio. Si sono fatti e si fanno un gran mazzo per essere presi a pesci in faccia. Basta».
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