Proteste
«Profughi, da Parodi accuse gravi e infondate»
Andreini, presidente di Xenia, replica alla denuncia del sindaco di Suvereto che aveva parlato di gravi inadempienze nella gestione degli immigrati
SUVERETO. «Le dichiarazioni del sindaco Parodi sono gravi e infondate. E non mi piace che la Vivalda sia usata come terreno di scontro politico». Mauro Andreini, presidente della Xenia, intende replicare alle dichiarazioni con cui il sindaco di Suvereto ha denunciato «gravi inadempienze» nella gestione della residenza che ospita i 42 profughi a San Lorenzo.
«Ha detto che non siamo in grado di occuparci del progetto di accoglienza – attacca Andreini – usando espressioni molto forti e ha avuto una brutta caduta di stile menzionando i fatti di Treviso, dove nessuno si è mai permesso di dire che abbiamo fatto un cattivo lavoro. Forse intende strumentalizzare tutto per coprire problemi che ha all’interno della sua maggioranza, a cui vuole dimostrare che controlla la situazione...».
Si dice sdegnato il presidente di Xenia e risponde così alle contestazioni di Parodi: «Innanzitutto, non è vero che l’organigramma con i nomi di chi si occupa dei richiedenti asilo è fasullo, perché abbiamo pagato legalmente tutti coloro che lavorano al progetto. Attualmente nella residenza ci sono una decina di persone, inclusi volontari e dipendenti della struttura. I nomi sono stati comunicati alla prefettura. Sulla cucina, che secondo Parodi sarebbe abusiva per la mancanza di alcune certificazioni, posso dire che domani (oggi, ndr) in Comune presenteremo la documentazione per concludere la messa a norma. C’è qualcosa da migliorare lo so, ma non si può dire che non ci sono le condizioni perché la Vivalda ospiti profughi. E sul fatto che manca il riscaldamento, ho pensato che il sindaco scherzasse visto il caldo africano di questi giorni. Tra l’altro abbiamo già un preventivo per installare stufe a pellet».
La denuncia di Parodi è arrivata dopo giorni di continui sopralluoghi nel vecchio casale adibito a residenza. Delle situazioni emerse poi ha fatto un report mandato al prefetto chiedendo che intervenga a verificare che siano garantiti tutti i servizi previsti dalla convenzione che disciplina il progetto di accoglienza. Pena il suo annullamento. Tra le segnalazioni, anche la mancanza di una persona che vigili la Vivalda giorno e notte. «Non è vero neanche questo – sostiene Andreini – Anzi, io ci sono stato per dieci giorni, dalla mattina fino a tardi, tranne quando sono andato a Treviso. E presente, per una settimana, anche la mia vice Maria Beatrice Guerra, mentre Riccardo Bini c’è pomeriggio e sera. A Parodi poi voglio ricordare che lì non può entrare quando e come gli pare, è vietato ed è una proprietà privata».
Ma veniamo a quanto accaduto nel trevigiano, dove Xenia gestisce altri 101 migranti insieme alla società Nova Marghera Facility di cui fa parte Marco Merciai, figlio di Cesare, proprietario della Vivalda. In Veneto alcune persone che protestavano contro la decisione di alloggiare i profughi in un residence a Quinto, amministrato da Nova Marghera, hanno aggredito Andreini e altri suoi collaboratori. «Fare illazioni come chissà cosa ci fosse dietro è di basso livello – riferisce Andreini - Non so le famiglie nominate si tuteleranno in qualche modo. E’ vero, la Xenia è nata per occuparsi di accoglienza solo in Toscana. Ma quando Merciai mi ha proposto di discutere con la prefettura della disponibilità dell’associazione a rendersi utile in Veneto, ho accettato. Il prefetto mi ha chiesto se potevo dare una mano vista l’emergenza, abbiamo partecipato alla manifestazione d’interesse e siamo stati scelti».
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