Il Tirreno

«La Xenia non è in grado di gestire i profughi»

di Annalisa Mastellone
«La Xenia non è in grado di gestire i profughi»

Il sindaco Parodi denuncia “gravi inadempienze” e scrive al prefetto: «Non fanno niente di quanto pattuito, deve essere rivisto l’accordo»

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SUVERETO. «La Xenia non è in grado di gestire i profughi». È il grido di allarme del sindaco Giuliano Parodi, molto preoccupato per come l’associazione, con sede a Braccagni, presieduta da Mauro Andreini sta portando avanti il progetto di accoglienza dei 42 richiedenti asilo alla Vivalda.

Da sempre molto presente nella struttura, in nome «del dovere che ha un’amministrazione di vigilare su associazioni e cooperative che gestiscono questi progetti», chiede l’intervento della prefettura a cui ha segnalato alcune situazioni che meritano delle misure.

«Personalmente – ci ha detto Parodi - ho sempre nutrito forti dubbi circa le competenze e professionalità espresse dalla Xenia. Durante il sopralluogo fatto con il prefetto alla “Vivalda”, prima dell'arrivo dei profughi, ho indicato le criticità della struttura, che non ha i requisiti tecnici per ospitare 46 persone, ma nonostante questo l'Asl 6 di Livorno, dipartimento di Prevenzione ed igiene pubblica, il 25 giugno ha dato parere favorevole, così come il comando provinciale dei vigili del fuoco nonostante la cucina che viene utilizzata è di fatto “abusiva”, perché non ha le relative certificazioni, e non avendo la struttura idoneo impianto di riscaldamento».

Non solo. Durante le quotidiane visite alla Vivalda, il primo cittadino ha riscontrato “gravi inadempienze” prontamente denunciate al prefetto per chiedere interventi. Ancora, però, la situazione è la stessa.

«Dopo la visita di venerdì scorso mi vedo costretto a segnalare che la Xenia, a mio avviso, non ha le caratteristiche per continuare la sua attività di assistenza ai profughi in virtù della violazione dell'articolo 2 della convenzione stipulata da loro con la prefettura in data 26 giugno 2015. In quell'articolo si legge che entro 48 ore dalla stipula, Mauro Andreini doveva fornire alla prefettura i nominativi di tutti i soggetti atti a svolgere le mansioni per l'assistenza (mediatore culturale, insegnante di italiano, supporto psicologico etc.). Ma solamente in data 14 luglio, Andreini ha fornito un organigramma “fasullo” in quanto la maggior parte delle figure professionali indicate non collaborano a nessun titolo (mai stipulati accordi o contratti di lavoro) con la Xenia».

«A oggi, quindi, l'associazione non è in grado di fornire nessun tipo di servizio ai profughi, se non vitto e alloggio, per questo invito la prefettura e gli organi preposti in virtù dell'articolo 12 della convenzione stessa a recedere il contratto visto le gravi inadempienze».

Preoccupazioni, quelle di Parodi, che sono diventate più forti dopo aver letto le recenti cronache dei disordini a Treviso, creati con l’arrivo di profughi a Quinto, gestiti da Xenia, collegata a una società che si occupa di fornire logistica e pasti ai richiedenti asilo arrivati in zona, e in cui lavora Marco Merciai, della famiglia proprietaria della Vivalda.

«La mia domanda è - conclude il sindaco - visti gli scandali che ogni giorno riempiono le cronache sul business che viene fatto da faccendieri sulla questione profughi, e Buzzi e mafia-capitale ne sono la massima espressione, non sarebbe necessario da parte delle prefetture e degli organi preposti valutare con molta attenzione, prima di stipulare convenzioni, quali siano le competenze e le professionalità delle sedicenti associazioni umanitarie o cooperative che si propongono nella gestione di questa emergenza?»

«Per evitare poi problemi e disagi alle comunità locali e generare solo uno sperpero di denaro pubblico?»

«Come sindaco - conclude Giuliano Parodi, chiedendo un intervento della Prefettura nel suo Comune - ho denunciato fin dal primo giorno tutte le problematiche relative alla gestione Xenia e mi auguro che si arrivi celermente ad una soluzione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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