Il Tirreno

«Il documento Elba non è un libro dei sogni»

La commissione sanità ha comparato il progetto di Portoferraio con quello sostenuto dai sindaci

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. «La proposta del Comune di Portoferraio è ampiamente compresa nel Progetto sanità insulare Isola d'Elba e non è un libro dei sogni». È quanto afferma la commissione sanità incaricata dalla Conferenza dei sindaci dell'Isola d'Elba di analizzare i due documenti: ovvero l’accordo preliminare concordato tra il Comune di Portoferraio e le organizzazioni sindacali Cgil-Cisl-Uil per la stipula di un nuovo patto territoriale sanitario con la Regione e il Progetto sanità insulare Isola d'Elba (documento firmato dai sindaci il 12 marzo scorso). Della commissione fanno parte Anna Bulgaresi, presidente della Conferenza, Bruno Graziano (direttore del presidio), Gianni Donigaglia (responsabile di zona Asl) e Maria Luisa Chiappa (consulente tecnico per conto dei sindaci). In questi giorni il Comune di Portoferraio ha sonoramente bocciato il progetto Elba. Ma l’analisi della commissione tende a mettere in evidenza i punti in comune tra le due idee di sviluppo della sanità territoriale.

«Entrambi i progetti – spiegano dalla commissione – chiedono che l'Elba debba avere in loco le caratteristiche di ospedale di base e specialistiche di 1° e 2° livello. Lo standard minimo delle funzioni operative da garantire sono pronto soccorso, medicina interna, chirurgia generale, cardiologia h24, anestesia e rianimazione H/24, ortopedia e traumatologia, ostetricia e ginecologia e neonatologia/pediatria, punto nascita, oncologia secondo la programmazione regionale, terapia sub-intensiva multidisciplinare, radiologia, laboratorio, immuno-trasfusionale, centro di emodialisi, funzione di endoscopia digestiva h12, riabilitazione con letti codice 56 secondo la programmazione aziendale». Entrambi i progetti, inoltre, puntano sul potenziamento del pronto soccorso e dell’emergenza urgenza, centro iperbarico, ambulatori, ospedale di comunità. I tratti comuni, insomma, sono prevalenti. Ma non mancano le differenze, rimarcate dalla commissione sanità: Il progetto Portoferraio prevede la creazione di equipe uniche tra Cecina Piombino ed Elba, mentre i sindaci chiedono un rafforzamento dell’autonomia e delle attività sull’isola, così come un reparto di buon livello di chirurgia generale, un buona traumatologia-ortopedia, il punto nascitacon tanto di servizio di rianimazione h/24. Tra le altre richieste, aggiuntive rispetto al progetto Portoferraio, anche neuropsichiatria infantile, terapia del dolore, isola come laboratorio di ricerca e utilizzo di nuove tecnologie (tele refertazione e cartella elettronica per il teleconsulto pediatrico.

«Con la Regione occorre impostare una trattativa, valutando anche il momento difficile del Paese. Le richieste, seppur con alcune modifiche, sono pertinenti proprio in virtù dell'insularità, in considerazione dell'ottica dipartimentale. In particolare nella riorganizzazione generale delle Asl Toscane è indispensabile semplificare le pratiche assunzionali. Il Progetto Sanità insulare Isola d'Elba che contiene, come si può osservare, buona parte del Progetto di Portoferraio, "non è un libro dei sogni", perché alcuni aspetti che sembrano tanto futuri sono già realtà». Fatte queste premesse si evince che la soluzione migliore per tutta l'Isola d'Elba è trovare un' unione di intenti, non una divisione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web