Il Tirreno

Lacrime e applausi per Luca e Valerio

di Paolo Federighi e Annalisa Mastellone
Lacrime e applausi per Luca e Valerio

In centinaia alle cerimonie funebri del motociclista morto a Caldana e del giovane cameriere rimasto ucciso sulla Geodetica

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VENTURINA. E’ stata una giornata terribile per Venturina, che ieri mattina ha dato l’addio a Luca Stacchini, il 44enne pizzaiolo morto a Caldana in un incidente in moto mentre tornava dal lavoro nella notte tra martedì e mercoledì, e nel pomeriggio a Valerio Cateni, il cameriere di 19 anni, rimasto ucciso poche ore dopo quel primo tragico incidente, nella sua auto finita sulla Geodetica contro quella di un turista olandese, Remco Van Der Toorn, anch’egli morto sul colpo.

Sono le 10 di ieri mattina quando arriva l’ultimo saluto a Luca Stacchini, un brindisi di tutti i suoi amici più cari, al circolino di via Dante Alighieri, a pochi passi dalla zona pedonale, davanti alla chiesa della Sacra Famiglia di Venturina.

Bicchieri di birra a cozzare tra loro e a incontrarsi in alto in onore di Luca, che due minuti prima se n’è andato tra gli applausi della folla, riunita in silenzio sotto il sole cocente.

Un momento commovente, un momento diverso, la foto di una grande unione, di una grande amicizia, di un grande rispetto.

Luca Stacchini, 44 anni, campigliese, è appena partito a bordo di un furgone diretto a Livorno, dove il suo corpo sarà cremato. Se n’è andato nell’abbraccio delle tante persone presenti in chiesa all'ultimo saluto, la maggior parte delle quali provenienti da Venturina, San Vincenzo e Campiglia. Un brindisi per Luca e un brindisi per il fratello Tiziano da parte dei suoi compagni di rugby e delle Ombre di Monte Coronato, la compagnia che da anni sta rievocando con grande successo le antiche battaglie medievali corpo a corpo e con le spade, di cui Tiziano è uno dei fondatori e una delle colonne.

Istantanee di un ultimo avvolgente e caloroso saluto all’amico Luca, alla sua grande anima, al suo sorriso e al suo gran cuore. Dentro la chiesa della Sacra Famiglia e fuori, per le strade, ci sono tantissime persone. C’è anche Michelangelo Sparapani con la sua famiglia: lui, storico titolare del Mum and Dad, aveva insegnato a Luca l’arte della pizza.

Prima della partenza del furgone per il cimitero dei Lupi di Livorno, il fratello Tiziano, “Tacchella” per tutti, da rugbista che si prepara a incitare i compagni prima di affrontare una mischia, o prima di partecipare con i compagni e i rivali al fatidico terzo tempo in cui si depone l’ascia di guerra e ci si unisce, urla e dà il via all’applauso. Forte, sincero, vero. La madre Patrizia sale in macchina con Tiziano e gli altri familiari e parte, precedendo il furgone, per Livorno. Poi il brindisi degli amici di una vita di Luca e di Tiziano, a brindare tutti insieme, provando a scacciare le lacrime dal volto, con davanti alla chiesa un deserto in cui, tuttavia, si respirava vita.

Nel pomeriggio, poi le esequie di Valerio Cateni. La chiesa della Sacra Famiglia non ce l’ha fatta a contenere le centinaia di persone che hanno voluto dare l’ultimo saluto al diciannovenne rimasto vittima del pauroso incidente stradale sulla Geodetica lo scorso mercoledì.

Una folla composta si è accalcata fuori dalla chiesa gremita. La salma del ragazzo era stata consegnata ai familiari nel pomeriggio di giovedì, dopo una lunga camera ardente all’ospedale piombinese. La cerimonia funebre è stata scandita dalla toccante omelia di don Gianfranco Cirilli, tra le lacrime dei presenti ancora increduli dinanzi a una tragedia senza se e senza ma.

In chiesa era stato allestito un pannello con le fotografie che ritraevano Valerio in alcuni momenti felici. “Un angelo non sai quanto vale” era scritto sulle magliette bianche indossate dagli amici del cuore, in ricordo del suo sorriso sempre pronto a rasserenare tutti. E tanti anche i compagni con cui il portierone della squadra Juniores del Venturina calcio (presente con dirigenza e staff) condivideva la sua passione, tutti con la polo di rappresentanza.

Forte la commozione e immenso il dolore che segnava il volto di chi, anche semplici conoscenti, si è stretto intorno ai genitori di Valerio, Monica e Venio. «Non è giusto, non si può morire a diciannove anni, proprio tu» si sentiva ripetere tra la gente accorsa a dimostrare il proprio affetto a un ragazzo amatissimo dall’intero paese.

All’uscita del feretro dalla chiesa, un lungo e affettuoso applauso ha dato l’ultimo saluto al giovane. Il corteo si è poi mosso verso le quattro strade, per proseguire mestamente fino al cimitero di Campiglia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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