Il Tirreno

Tra cinghiali e uccelli agricoltura a rischio L’allarme dalla Cia

di Annalisa Mastellone

Il presidente Pagni: «Ormai è un’emergenza ambientale» Si chiede aiuto al sindaco e al consigliere regionale Anselmi

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CAMPIGLIA. «Ci troviamo di fronte a un’emergenza ambientale: i danni da fauna selvatica sono ormai insostenibili, gli agricoltori si sentono soli». Grido d’allarme dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori) di Livorno, che ha scelto di partire da Campiglia per chiedere l’appoggio dei territori alla ricerca di una soluzione “di buon senso” per un problema pagato a caro prezzo dal settore agricolo. «Oggi le imprese agricole – ha detto Cinzia Pagni, presidente della Cia livornese, durante la conferenza stampa in occasione della giornata di mobilitazione nazionale della confederazione – devono fare i conti con la presenza incontrollata non solo più di cinghiali, ma anche di corvidi, piccioni e altri uccelli che stanno mettendo a repentaglio l’economia agricola locale. Da anni denunciamo queste difficoltà, e oggi qui consegniamo al sindaco Rossana Soffritti e al consigliere regionale Gianni Anselmi l’ordine del giorno della Cia nazionale chiedendo di prendere posizione. Consapevoli che le soluzioni non sono semplici. Ma c’è urgente necessità di un nuovo piano di gestione della fauna selvatica, in forte discontinuità con il passato, e di efficaci misure di controllo e azioni di contenimento finalizzate al ripristino dell’equilibrio ambientale».

Il problema, ha sottolineato Pagni la presidente non è più circoscritto solo ai danni alle coltivazioni, ma investe anche aspetti sanitari dovuti al rischio di malattie infettive portato dalla sovra popolazione delle specie e problemi di sicurezza stradale. «In Toscana – ha spiegato – la media di incidenti causati da animali selvatici è salita a 1,5 incidenti al giorno. Le proposte che avanziamo – ha precisato Pagni, con accanto il vicepresidente Cia Livorno Pierpaolo Pasquini, e il direttore Stefano Poleschi – tengono conto di quattro aspetti, uno di carattere istituzionale, gli altri di ordine politico, che riguardano la governance delle norme e dei piani di gestione faunistica. Un riordino è necessario che risolva i conflitti di competenza che bloccano con i rinvii le possibili soluzioni. In questo contesto e a partire dalla legge 157/92, occorre distinguere tra le norme da applicarsi per le specie in esubero, come nel caso degli ungulati, e quelle per le specie protette come varie specie di uccelli. E poi, il riconoscimento del fenomeno della sovra-popolazione degli ungulati come "emergenza nazionale" agricola e ambientale. Infine è necessaria una pianificazione venatoria che tenga ben presente il diritto di tutela preminente dell'agricoltura, in quanto comparto produttivo e fonte di reddito per tante famiglie chi vi operano, diritto rispetto al quale debbono essere regolati e riequilibrati gli aspetti venatori». Il sindaco Soffritti si è impegnato ad avviare «un ragionamento per capire – ha riferito – quale strada prendere, nel rispetto delle sensibilità, ma guardando ai numeri del problema». A disposizione per essere un ufficiale di collegamento con il livello regionale, il consigliere Gianni Anselmi. «L’assessore Remaschi se ne sta già occupando – ha detto – , e sarà istituito un tavolo per affrontare con le associazioni su scala regionale questi temi. Questo mercoledì s’insedieranno le commissioni dipartimentali, tra cui quella che si occuperà di agricoltura, quindi poi anche il consiglio potrà agire da stimolo, sia da un punto di vista normativo che politico, affinché sia affrontato questo problema. Massima la mia disponibilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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