Il Tirreno

«Sul parcheggio tanto rumore per nulla»

di Luca Centini

L’imprenditore Cioni su Capobianco: «Diamo un servizio importante e comunque l’ordinanza di chiusura era infondata»

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PORTOFERRAIO. «Una polemica infinita per nulla. In fondo diamo un servizio al territorio e occupazione per quattro persone». È quanto sostiene Enrico Cioni, titolare della Futura Sas, la società che detiene la proprietà del parcheggio di Capobianco. Sì, proprio l’area di sosta più discussa dell’estate. Quella, per intendersi, chiusa su ordinanza del Comune di Portoferraio all’inizio di giugno, in seguito a un «cambio di destinazione d’uso senza titolo autorizzativo» (tradotto abuso edilizio) e riaperta sempre su ordinanza del sindaco per esigenze legate alla sicurezza pubblica lungo il viale Einaudi.

Da giorni i terrazzamenti sistemati dalla Futura Sas sono aperti per le auto dei bagnanti di Capobianco. E lo saranno, secondo l’ordinanza, fino al 31 agosto, anche se Cioni non è dello stesso avviso. L’imprenditore ha infatti chiesto al Comune di Portoferraio di ritirare l’ordinanza con la quale si è dichiarata la sospensione dell’uso del parcheggio, «perché basata su motivazioni illegittime».

Ieri mattina Cioni ha tenuto una conferenza stampa nel corso della quale ha ricostruito la vicenda del parcheggio di Capobianco dall’inizio dei lavori fino alla riapertura da tempo disposta dal Comune di Portoferraio. «Ho acquistato il terreno che era in vendita – racconta Cioni – al piano inferiore è sempre stato adibito a parcheggio, mentre sul livello superiore era prevista la costruzione di un locale di pubblico ristoro con area a verde e parcheggi annessi. Abbiamo iniziato i lavori tagliando due pini, un eucalipto e dei cespugli. Abbiamo ripulito i gradoni e messo in sicurezza l’area con un intervento di ingegneria ambientale». Interventi che, ha ammesso lo stesso Cioni, essendo definiti come «lievi» sono stati avviati senza alcuna richiesta di autorizzazione. «Il 13 marzo ci siamo attivati, comunicando al Comune i lavori effettuati e il recupero della strada per uscire dal parcheggio». La risposta del Comune è arrivata il 4 maggio: l’amministrazione ha contestato i lavori effettuati, ravvisando un abuso. Da quel giorno l’amministrazione ha avviato il procedimento e ha chiesto una serie di integrazioni all’azienda. «Abbiamo sempre risposto alle richieste di informazioni del Comune e, di contro, abbiamo chiesto di aprire il parcheggio e di poterlo utilizzare fino al 15 ottobre – racconta Cioni – avviando le pratiche per una sanatoria». Il Comune di Portoferraio, il 5 giugno, compie la sua scelta: dà l’ok al parcheggio nella parte inferiore, ma dice no all’apertura dei terrazzamenti da utilizzare solo come parcheggio, facendo riferimento a una scheda d’ambito del regolamento urbanistico. «Noi contestiamo questa decisione – spiega Cioni – perché fino al termine del procedimento nessuno può dire se c’è stato un abuso oppure no». Tuttavia, il 9 giugno, i terrazzamenti vengono chiusi per giorni, fino a quando il sindaco firma l’ordinanza che sancisce la riapertura dell’area fino al 31 agosto per motivi di sicurezza lungo il viale Einaudi. «Ferrari ha fatto bene, intervenendo per limitare un problema di sicurezza – spiega Cioni – ma in questi giorni abbiamo approfondito la questione». L’imprenditore si è rivolto infatti allo studio legale Graci di Firenze e adesso ha chiesto ufficialmente al Comune di Portoferraio di ritirare la prima ordinanza di chiusura dell’area. «La decisione del Comune era infondata. L’abuso è infatti da dimostrare e nel frattempo non si può imporre la chiusura dell’area. E inoltre l’ordinanza si basa su una scheda d’ambito del regolamento urbanistico che è decaduta nel 2013, con l’entrata in vigore della variante di manutenzione del regolamento urbanistico. Di fatto la scheda d’ambito, che comunque avrebbe avuto un valore indicativo e non prescrittivo, non è più valida».

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