Il Tirreno

Emergenza rifiuti in via Giordano Bruno

Emergenza rifiuti in via Giordano Bruno

Alcuni residenti segnalano la scarsità del servizio, l’uso improprio dei cassonetti e la brutta immagine offerta ai turisti

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PIOMBINO. No, non è un bel vedere. E non gode nenche l’olfatto. Rifiuti accatastati fuori dai cassonetti traboccanti, l’organico che fermenta. Spazzatura - vetro incluso - che staziona per terra a lungo dopo lo svuotamento.

I punti di raccolta di via Giordano Bruno e, per il cartone, di piazza Umberto, continuano ad offrire il peggio ai passanti. Inclusi turisti diretti al castello o al mercato coperto.

E’ un residente, Alberto Pinna, anche a nome di altri, a segnalare il deteriormento della situazione, accompagnandolo con immagini eloquenti. Si dice sconcertato dal comportamento incivile di una parte delle persone che abitano o lavorano da queste parti. E pure da Asiu e Comune.

«E’ il momento di iniziare a pensare seriamente ad un'organizzazione migliore», spiega il lettore. Che aggiunge: «E’ un sopruso da parte dell'amministrazione comunale e della società che gestisce il ritiro dei rifiuti, quello di lasciarci con la spazzatura sui marciapiedi, con i cassonetti che traboccano di sacchetti maleodoranti, con scatole di cartone o di polistirolo sporche di pesce ed altro gettate per terra. Neanche fossero petali di fiori. Nessuno controlla, nessuno vede niente, nemmeno le vicine forze dell'ordine».

Pinna prosegue così: «via Giordano Bruno è una delle strade più trafficate della città. Certo che la spazzatura e il disordine sono un ottimo biglietto da visita da mostrare a chi ci viene a trovarci. Cinque cassonetti per un intero rione che va dal Torrione alla palestra pugilistica passando per Via del Coro e tutte le vie interne. Ma scherziamo? Chi nel centro storico dovrebbe fare la raccolta differenziata porta a porta, non la fa come dovrebbe e continua a buttare i rifiuti nei cassonetti. Perché, prima, i cassonetti li avevano e in via Giordano Bruno non si vedeva tutto questo caos. Col porta a porta hanno complicato la vita a tutti».

Un altro passaggio riguarda le attività commerciali del mercato coperto. «Dovrebbero essere servite dal gestore dei rifiuti, direttamente, e con ritiri dedicati. Anche in questo caso la maggior parte della spazzatura finisce nei cassonetti e immaginate i residui alimentari, a partire dal pesce, cosa provocano. Specie col caldo».

La casistica include chi butta il sacchetto della spazzatura dentro le campane per la raccolta del vetro e della plastica. Per la gioia della Revet, che si occupa del recupero del vetro. Le accuse investono anche Asiu e il Comune, che starebbe affrontando la cosa con troppa leggerezza. Non solo in via Bruno.

«Ventiquattro anni fa quando sono arrivato a Piombino - chiude Pinna - c'era lo spolverino, è vero, ma le strade, le piazze, i giardini, le spiagge erano pulite e ordinate. Ora molte vie sono diventate area di sgambatura per cani. Per non parlare della situazione degli accessi al mare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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