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Violentò un bimbo di sei anni: condannato

Violentò un bimbo di sei anni: condannato

Nove anni di reclusione per un babysitter al quale una coppia di amici aveva affidato i figli

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PIOMBINO. Violentò un bambino di appena sei anni. L’estate scorsa, quando lui di anni ne aveva 36.

Ieri mattina l’uomo è stato condannato dal tribunale di Livorno (presidente del collegio il giudice Antonio Perrone) a nove anni di reclusione. Il tribunale ha accolto le richieste del pubblico ministero Gianfranco Petralia, che sulla base delle indagini eseguite a suo tempo dai carabinieri aveva già ordinato l’arresto dell’imputato. Abul Kalam, bengalese, finì in carcere a Livorno e poi a Sollicciano. Ieri è stato condannato per violenza sessuale aggravata e lesioni, in quanto è stato accertato come l’uomo avesse avuto un rapporto completo con il bambino tanto da causarne il ricovero al pronto soccorso.

La vicenda risale ai primi di agosto dello scorso anno. Era il 7 per la precisione quando Kalam fu arrestato dai carabinieri. L’uomo, che da un paio di anni era in Italia, lavorava come babysitter per una famiglia di amici, stranieri anche loro, una coppia che ha un negozio a Piombino.

Essendo sempre al lavoro, e avendo due figli piccoli (6 e 4 anni) i due coniugi si erano rivolti all’amico affinché accudisse i bambini nelle ore in cui erano soli in casa.

Anche quel giorno, quel 7 agosto, l’uomo preparò loro il pranzo come sempre, poi li mise a letto per un riposino pomeridiano. Si sdraiò pure lui, in mezzo a loro. Tutti e tre in mutande.

Cosa successe dopo, i genitori lo scoprirono al rientro dal lavoro.

Fu la madre ad accorgersi che qualcosa non andava. Il babysitter cercò di coprire con la voce quella del bambino di sei anni, che voleva dire qualcosa e che lamentava un bruciore al sederino. Il babysitter disse che era tutto a posto e se ne andò. Ma la madre si rese conto che no, non era tutto a spoto. Un controllo rapido e si rese conto che il figlio non aveva una semplice irritazione, ma era ferito. Così, senza perdere tempo, la donna lo portò al pronto soccorso, dove i suoi timori furono confermati dai medici. In seguito poi il piccolo fu sentito da specialisti e fu appurato che quel giorno fu violentato, peraltro sotto gli occhi del fratellino più piccolo.

La sera stessa di quel 7 agosto il babysitter fu rintracciato dai carabinieri, arrestato e portato alle Sughere. Ieri la conclusione del processo di primo grado: nove anni di reclusione.(a.d.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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