Sicurezza
La giunta riunita ma Francini non c’era
«Aveva un impegno a Firenze» dice il sindaco. Anche Un’altra Piombino ne chiede le dimissioni
PIOMBINO. La giunta ieri si è riunita per parlare del suo caso, ma mancava proprio lui: l’assessore Lido Francini. «Ci siamo ricordati all’ultimo momento che aveva un impegno istituzionale a Firenze, un’assemblea regionale dell’Autorità idrica toscana» ha spiegato il sindaco Massimo Giuliani. Nessun cenno ai contenuti della discussione. Giuliani si è limitato ad aggiungere che in serata, o preferibilmente stamani, si sarebbe incontrato con Francini e ne avrebbero parlato insieme.
Insomma, non è stato ancora deciso se la giunta continuerà con l’attuale composizione o se Francini farà un passo indietro all’indomani del rinvio a giudizio per induzione indebita, notizia pubblicata martedì dal Tirreno. Francini, lo ricordiamo, è imputato in concorso con il cognato Valter Bertuletti e l’imprenditore Arietto Giovannelli per la vicenda del ristorante con camere annesso al Torre mozza beach. Secondo le accuse, durante la passata amministrazione quando rivestiva la carica di vicesindaco, Francini avrebbe chiesto a Giovannelli (futuro assegnatario) per sé e per il cognato una tangente di 12mila euro.
Fin qui, le minoranze in consiglio hanno chiesto, consigliato o detto di aspettarsi le sue dimissioni. In modo netto, come Daniele Pasquinelli del M5s, o in modo più soft come Francesco Ferrari, Riccardo Gelichi e lo stesso consigliere di maggioranza Marco Mosci. L’unico a non aver preso ancora posizione è Fabrizio Callaioli (Prc). Ora si unisce al coro anche la lista Un’altra Piombino (dove si è appena registrato il cambio di guardia tra Marina Riccucci e Carla Bezzini): «Noi non entriamo nel merito dei fatti e rispettiamo la presunzione di innocenza - scrive Un’altra Piombino - Riteniamo che Francini dovrebbe, autonomamente e per primo, sentire il dovere di rassegnare le proprie dimissioni. Perché se è vero che un rinvio a giudizio non implica un riconoscimento di responsabilità giuridica, è anche vero che altra cosa è l’aspetto politico ed etico. E sul piano politico, ma anche etico, un assessore rinviato a giudizio per fatti correlati al suo ufficio ogni giorno, su ogni sua azione, avrebbe un’ombra e non sarebbe credibile. Perciò se Francini si farà da parte noi apprezzeremo il suo gesto» .(a.d.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google