Sicurezza
Ex Lucchini, ecco il premio di produzione
A metà mese 723 euro lordi ai cassintegrati, ai dipendenti Aferpi la metà. Ancora tensioni per le scelte sulle assunzioni
PIOMBINO. Boccata d’ossigeno per i lavoratori Aferpi e i cassintegrati in carico all’amministrazione straordinaria Lucchini. Secondo gli accordi mercoledì prossimo 15 luglio andrà in pagamento il premio di produzione 2015 per gli ex Lucchini e il 15 agosto per gli ex Lucchini Servizi: andrà un po’ meglio ai cassintegrati, che riceveranno 723euro lordi per l’anno 2015, mentre i lavoratori già passati in Aferpi riscuoteranno il 50% di quella somma, cioè l’equivalente dei 6 mesi dell’anno trascorsi con la Lucchini, perché dal primo luglio sono in forza alla nuova società, con la quale secondo gli accordi i premi sono congelati.
Un po’ di soldi nelle tasche dei lavoratori, dunque, che rappresentano una notizia positiva, ma la lista dei “dentro-fuori” continua ad avvelenare il clima. «Come avevamo previsto – dicono a questo proposito Fim, Fiom e Uilm – la divisione tra gli assunti da Aferpi il primo luglio e quelli rimasti in Lucchiniha creato amarezze e confusione, in taluni casi anche sconcerto. Per non perdere la rotta bisogna ricordarsi sempre da dove si viene, cioè da un’azienda fallita tenuta in piedi attraverso il commissariamento e con un futuro cercato e creato attraverso le lotte sindacali dei lavoratori e della città».
Risultato positivo – è il ragionamento del sindacato – che non può essere vanificato dalle scelte di Aferpi «anche se l’azienda che ha fatto le liste è stata carente nella comunicazione, creando disagi, senza ombra di dubbio un comportamento da condannare».
«Ora però c’è l’accordo di acquisto – dicono Fim, Fiom e Uilm – e non ci sono più spazi per i dubbi o i ripensamenti, ma bisogna vigilare perché il piano industriale venga completato in tutte le sue forme, acciaio, agroindustriale, logistica, solo così daremo le risposte ai lavoratori Lucchini e delle imprese. L’accordo prevede che tutti siano assunti entro il 6 novembre 2016,e non 1860 subito (di cui 1000 in solidarietà e 860 in cig con paga di minore entità) e 340 licenziati – ricordando cioè le previsioni originarie dell’azienda, poi mutate con le trattative sindacali – quindi c’è stata la tutela di tutti».
Il sindacato annuncia comunque di aver chiesto ad Aferpi un incontro urgente «per verificare le attività partite il primo luglio, le produzioni, gli ordini, gli investimenti, eventuali anomalie nelle scelte fatte dall’azienda, per consentire di ridurre il numero dei lavoratori attualmente in cig».
Infine, Fim, Fiom e Uilm, spiegano che stanno proseguendo «gli incontri in Comune per prepararsi alle bonifiche», mentre sul pagamento del tfr bloccato dal ricorso in cassazione sul danno ambientale da parte del ministero, il sindacato «si è attivato con l’Inps per dare una risposta a tutti i lavoratori».
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