Il Tirreno

Assessore sotto processo oggi si riunisce la giunta

di Alessandro De Gregorio

Il sindaco si consulta con la sua squadra prima di esprimersi sul caso Francini Tace anche il Pd. Le minoranze in consiglio chiedono o si attendono le dimissioni

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PIOMBINO. I Cinque stelle chiedono le dimissioni. Le attende, senza chiederle, anche Francesco Ferrari. Le consiglia anche Riccardo Gelichi. Rifondazione per ora sceglie il silenzio. Così come il sindaco Massimo Giuliani e la maggioranza, che ancora non si esprimono. Stamani però ci sarà una giunta dedicata proprio alla vicenda giudiziaria (pubblicata ieri dal Tirreno) che ha coinvolto l’assessore Lido Francini, rinviato a giudizio con l’accusa di aver chiesto una mazzetta a un imprenditore, Arietto Giovannelli, coimputato insieme al cognato di Francini, Valter Bertuletti. La vicenda è quella del Torre Mozza beach, lo stabilimento balneare gestito da Bertuletti con l’attigua struttura (ristorante e camere) assegnata a Giovannelli. Secondo l’accusa quando Giovannelli era interessato alla gestione del ristorante Francini, all’epoca vicesindaco (nella giunta precedente) gli avrebbe chiesto, per favorirlo, una tangente di dodicimila euro per sé e per il cognato. Con questa ipotesi di reato, l’induzione indebita (nuova fattispecie attenuata della concussione), Francini e gli altri due sono stati rinviati a giudizio e il processo comincerà a febbraio del prossimo anno.

Francini ha già detto di attendere con fiducia questo processo. Un anno e mezzo fa, quando pubblicammo la notizia dell’indagine che riguardava solo suo cognato, l’allora vicesindaco preannunciò le dimissioni. Queste furono dapprima congelate dal sindaco Gianni Anselmi e poi bocciate dalla giunta. Oggi, ferma la presunzione di innocenza, Francini non solo è indagato ma proprio imputato. Eppure non ha fatto cenno all’idea di dimettersi.

Stamani Giuliani, sentita la giunta, potrebbe decidere quale posizione adottare: se cioè andare avanti con Francini al suo posto, o se sospenderlo per ragioni di opportunità in attesa che sia fatta chiarezza sul fronte processuale.

Secondo il M5s non ci sono alternative alle dimissioni: «Ci auguriamo - dice il capogruppo Daniele Pasquinelli - che almeno in questo caso prevalga l’interesse generale del comune rispetto alla volontà di tutelare un personaggio di espressione politica. I fatti di cui è accusato Francini, qualora fossero riscontrati, sarebbero di estrema gravità, quindi ci chiediamo con quale legittimazione politica l’assessore potrà continuare a gestire quello che di fatto è l’assessorato più importante per l’azione amministrativa. E’ logica conseguenza attendersi le doverose e immediate dimissioni da parte dell’assessore».

Più soft la posizione di Francesco Ferrari: «Metto in conto che Francini si dimetta, ma non vado a chiederlo perché credo nella presunzione di innocenza, principio per me fondamentale anche in coerenza con il lavoro che faccio, l’avvocato».

Premessa garantista anche per Riccardo Gelichi (Ascolta Piombino), che però consiglia a Francini di dimettersi «proprio perché possa affrontare questa fase con serenità. Del resto aveva già preannunciato le dimissioni quando ancora non era indagato, a maggior ragione dovrebbe farlo oggi che è imputato».

Anche un alleato della maggioranza, il consigliere Marco Mosci (Sinistra per Piombino), chiede a Francini «il coraggio di fare un passo indietro. Solo così avrà il tempo per difendersi senza distrazioni e senza condizionare l’attività del sindaco in un momento così cruciale per la città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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